Abusivismo, CCNL, riforme: alla vigilanza privata servono controlli, non leggi

Ancora una volta si accendono i riflettori sulla vigilanza privata per un fatto di sangue. E mentre il giusto rispetto cala sulle persone colpite dalla tragedia ad Ardea, a noi spetta chiederci se si poteva evitare. Del resto, siamo tutti maestri nell’esercizio dell’”avremmo potuto fare”. E spesso (dalla cronaca alla politica, ai settori economici) la risposta è “serve una legge” (oppure “è sbagliato il sistema” – che è uguale perché per cambiare un sistema in uno stato di diritto occorre cambiare le leggi). Peccato che, aumentando le leggi, aumentino solo gli oneri per le imprese e quindi per i lavoratori. Ma soprattutto si rendono nei fatti inapplicabili le leggi stesse, per la consueta mancanza di controlli. In questo paese è assodato che le criticità non si risolvono creando nuove norme o inasprendo le pene, ma rendendo efficiente il meccanismo di controllo.

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Vigilanza Privata: guardie giurate e armi in un sistema che non funziona

Quando ad uccidere è un uomo morto, ma prima ancora un sistema inceppato. Si è visto ad Ardea, dove un uomo ha ucciso un anziano, due bambini e se stesso con l’arma del padre, guardia giurata deceduta un anno prima. E’ successo perché le GPG sono proprietarie dell’arma di servizio: quando cessa il rapporto di lavoro perdono il porto d’armi, ma l’arma resta in casa loro – con tutti i rischi connessi. Se poi qualcosa si inceppa nella notifica del decesso alle forze dell’ordine o, peggio ancora, se si sorvola sui controlli rispetto a persone con disturbi psichici, la frittata è fatta. Ma una soluzione c’è ed è già prevista da norme del nostro stesso settore: cosa manca dunque? La volontà di cambiare, diremmo. Ce ne parla il nostro anonimo ma non meno fumantino Bastiancontrario.

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Le forze dell’ordine possono controllare una guardia giurata in servizio?

Le forze dell’ordine possono controllare una GPG in servizio? Con quali modalità? Oltre a verificare il possesso, la validità e la regolarità del porto d’armi, il funzionario può chiedere anche di ispezionare l’arma? E in caso positivo, come dovrebbe comportarsi la guardia giurata? E’ il contenuto di una lettera arrivata al Direttore di www.vigilanzaprivataonline.com.
Ne rendiamo pubblica la risposta per la sua rilevanza per il settore della vigilanza privata.

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Certificati medici e vigilanza privata: torna il medico militare

E’ stato pubblicato in GU il DL 10 agosto 2018 n. 104, che riforma le regole in materia di controllo dell’acquisizione e detenzione delle armi. Di particolare interesse per il settore della vigilanza privata è l’art. 12 (punti 2 e 3), che annovera, tra i soggetti abilitati alle visite mediche, anche i medici militari e della polizia di Stato in servizio. Un gradito “ritorno al passato” (la funzione era affidata al medico militare fino al 1998), soprattutto perchè risolve diversi problemi ma anche perchè significa che la politica ha ascoltato le richieste del settore.

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Formazione: essenziale per l’incolumità stessa della guardia giurata

quasi-promossoDall’emanazione del DM 269 del 2010 (emendato con il DM 56/2015) l’argomento formazione è divenuto una priorità (ed un obbligo) per tutte le aspiranti guardie giurate e per gli Istituti di Vigilanza anche in ottica di aggiornamento professionale per le G.P.G. già in forza. Pertanto, per la prima volta, vengono stabiliti gli argomenti didattici da impartire agli allievi e la durata minima della formazione espressa in ore. Devo dire che gli Istituti di Vigilanza più lungimiranti già da molti anni avevano previsto una formazione per le aspiranti G.P.G. poiché il feedback da parte dei clienti era notevole, come notevole era la differenza rispetto alle G.P.G. prive di formazione.

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