armi

E’ stato pubblicato in GU il DL 10 agosto 2018 n. 104, che riforma le regole in materia di controllo dell’acquisizione e detenzione delle armi. Di particolare interesse per il settore della vigilanza privata è l’art. 12 (punti 2 e 3), che annovera, tra i soggetti abilitati alle visite mediche, anche i medici militari e della polizia di Stato in servizio. Un gradito “ritorno al passato” (la funzione era affidata al medico militare fino al 1998), soprattutto perchè risolve diversi problemi ma anche perchè significa che la politica ha ascoltato le richieste del settore. Continua a leggere

quasi-promossoDall’emanazione del DM 269 del 2010 (emendato con il DM 56/2015) l’argomento formazione è divenuto una priorità (ed un obbligo) per tutte le aspiranti guardie giurate e per gli Istituti di Vigilanza anche in ottica di aggiornamento professionale per le G.P.G. già in forza. Pertanto, per la prima volta, vengono stabiliti gli argomenti didattici da impartire agli allievi e la durata minima della formazione espressa in ore. Devo dire che gli Istituti di Vigilanza più lungimiranti già da molti anni avevano previsto una formazione per le aspiranti G.P.G. poiché il feedback da parte dei clienti era notevole, come notevole era la differenza rispetto alle G.P.G. prive di formazione.
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sparo-pistolaTorniamo con la rubrica Lettere al Direttore con un quesito sulle armi posto da una guardia particolare giurata. “La U.E. impone delle regole che regolamentano la vita dei popoli, non ultimo la libera circolazione negli stati appartenenti alla comunità. Mi chiedo il perché, in questo clima di libertà, con il nostro porto d’armi per difesa personale, che a mio giudizio ha più valore di una tessera d’identità rilasciata dal Comune di appartenenza, non possiamo detenere l’arma al di fuori dei confini della Nazione. Credo che, per il delicato lavoro che svolgiamo, avendo contatti giornalieri con persone di diverse nazionalità, la salvaguardia della nostra incolumità personale diventi necessità anche fuori dai confini”.

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p-erettaLa riforma del Lavoro impostata dall’Ex Ministro Elsa Fornero porta i suoi effetti anche nel settore della vigilanza privata. Secondo lacircolare del ministero del Lavoro n. 3-2013 (clicca quei per scaricarla), infatti, il tentativo obbligatorio di conciliazione davanti alla Direzione Territoriale del Lavoro, introdotto dalla Legge Fornero per i casi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, va espletata – per le guardie giurate – anche in caso di ritiro del porto d’armi. Continua a leggere

Secondo la Cassazione, anche un tubo di gomma può diventare “arma impropria” se viene usato con l’intento di arrecare offesa all’altrui incolumità. Quindi una guardia giurata aggredita violentemente con un tubo potrebbe rispondere con la propria arma per legittima difesa? Io NON LO FAREI IN OGNI CASO!
Comunque sentiamo cosa ne pensa l’avvocato Roberto Gobbi, esperto in diritto penale e vigilanza privata.

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