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Droni-e-sicurezza-privataLa necessità di far volare il drone a portata di vista del pilota e il divieto di sorvolo su assembramenti umani: questi sembrano essere i limiti più ostativi allo sviluppo dei droni in ambito sicurezza privata, stando almeno alle rappresentanze di trasporto valori, vigilanza privata, security fisica e investigatori presenti a Dronitaly lo scorso 26 settembre. E tuttavia quando l’autorità non comprende appieno una tecnologia, perché è particolarmente innovativa o dinamica, nelle more, la limita al fine di evitare pericoli alla sicurezza pubblica (Vincenzo Acunzo, ministero dell’Interno). E poiché l’evoluzione normativa è fisiologicamente alla costante rincorsa della tecnologia, il rischio paralisi è davvero dietro l’angolo, soprattutto dopo la seconda, ancor più restrittiva release del Regolamento ENAC sui droni.

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prigione-cellaUn visionario come Oscar Farinetti, inventore del marchio Eataly e promotore del megaprogetto di parco agroalimentare in una Bologna orfana ormai anche del figliol prodigo Motor Show, ritiene che la sicurezza abbia un futuro, e pure un presente. Basta avere coraggio e pensare innovativo. Lo ha detto ad un incontro organizzato da Assovalori: riprendendo un concetto enunciato anche dal Presidente di Assiv qualche giorno prima, Farinetti ha parlato di introdurre le gpg nelle carceri.
Un tema, spiace dirlo, che di innovativo ha ben poco. Se ne parla infatti almeno da vent’anni, tanto che la Sipro, nel lontano 1996, aveva già presentato al ministero dell’Interno un articolato progetto di cost-saving per lo Stato basato proprio sull’utilizzo di guardie giurate nelle carceri e mutuato da un’esperienza estera consolidata come quella americana. Era un progetto integrato di edilizia carceraria, tecnologie di sicurezza e vigilanza privata.
Inutile dire che finì male: la cortina di ferro tra pubblico e privato era allora fittissima e parlare di affidare le carceri a degli operatori privati suonava come una bestemmia alle orecchie di un ministero legato ad un TULPS classe 1934. Ma oggi la risposta ministeriale potrebbe essere diversa.

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ROMA – Dopo la bufera che si è abbattuta sul trasporto valori con i noti casi di ammanchi e procedure “anomale” nella gestione del denaro e dei caveaux, Assovalori chiede più controlli e una consultazione istituzionale che coinvolga tutte le parti.
L’Ufficio di Presidenza di Assovalori si è infatti riunito per effettuare un’analisi del mercato e delle criticità che stanno interessando il settore.
Il Presidente Antonio Staino ha evidenziato la necessità di introdurre regole stringenti di controllo nei confronti degli operatori, che dovranno essere istituite e monitorate da organismi istituzionalmente riconosciuti e autorizzati, garantendo al contempo un meccanismo di enforcement, con provvedimenti certi e immediati nei confronti dei soggetti che non le rispettino.   Continua a leggere

Il Sole 24 Ore sembra aver preso a cuore le questioni della vigilanza privata. Nello “Speciale Sicurezza 2012” compaiono infatti due articoli dedicati al settore.
Il primo (pag. 7) è riferito al segmento del trasporto valori rappresentato da Assovalori: nelle parole del Presidente Antonio Staino, traspare l’attesa per un’oculata vigilanza sull’applicazione delle nuove norme, tale da consentire alle imprese virtuose di beneficiare del giusto vantaggio competitivo derivante da un corretto – benchè oneroso – adeguamento. Il riferimento è non solo ai costi dell’adeguamento al DM 269/2010, ma anche ai “costi” della crisi economica e della concorrenza sleale, che di fatto impongono un blocco delle tariffe del trasporto valori, pur a fronte di continui aumenti e rincari. E di agevolazioni alle quali le aziende del trasporto valori, seppur iscritte all’albo dei trasportatori, non possono però accedere. Continua a leggere

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MILANO – I furgoni portavalori non sono figli di un trasporto minore: soffrono gli stessi rincari di carburante per i quali camionisti e TIR hanno messo in ginocchio mezza Italia. Quegli 8,2 centesimi in più per la benzina verde e quegli 11,2 centesimi per il diesel significano aumenti a più zeri per chi viaggia quotidianamente su gomma. Trasportatori di valori inclusi.

Ma per quest’ultima categoria, oltre all’aumento dell’IVA e all’abbassamento del tetto del contante a 1000 euro (che ridurrà il già magro giro d’affari di chi tratta denaro), si aggiungono alcune magagne del tutto peculiari. Primi fra tutti, i costi portati da un DM capacità tecnica che impatta non poco sul segmento: dai requisiti minimi imposti alle imprese (certificazioni, centrale, caveau, cauzione etc), alle coperture assicurative obbligatorie. Continua a leggere

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