Direttiva CER: serve Vigilanza privata di qualità nelle infrastrutture critiche

EuropaL’8 dicembre scorso il Consiglio Europeo ha approvato la direttiva europea sulla protezione delle infrastrutture critiche (CER – Critical Entity Resilience), la prima legge UE che raccomanda alle infrastrutture critiche di verificare anche la qualità dei servizi di sicurezza privata, dalle società di affidamento agli operatori in servizio (recruitement, training). Le minacce ibride cui sono oggi esposte le infrastrutture critiche (la guerra in Ucraina sta facendo scuola) impone infatti che le gare d’appalto per questo tipo di committenze critiche non possano essere impostate sul massimo ribasso – come purtroppo ancora accade – ma sulla qualità dei servizi di vigilanza privata offerti.

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Cosa fa la vigilanza privata italiana in Europa?

Negli ultimi 15 anni la legislazione italiana in materia di sicurezza e vigilanza privata ci è stata letteralmente imposta dall’Unione Europea. Se è vero che senza Europa probabilmente saremmo rimasti al regio decreto TULPS del 1931 (re incluso…), è altrettanto vero che troppa Europa rischia di soffocare il comparto italiano. Soprattutto se le istituzioni italiane non rappresentano correttamente i nostri interessi in UE. In ambito europeo, l’industria italiana della sicurezza privata è rappresentata da ConFederSicurezza nel CoESS – Confederation of European Security Services, che porta avanti gli interessi del settore sul fronte normativo, sindacale e di armonizzazione legislativa. Ma cosa si fa concretamente?

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Intelligenza artificiale e tutela del dato: la vigilanza privata vista dall’UE

Mentre la vigilanza privata italiana si dibatte tra problematiche vecchie e nuove (mancato rinnovo del CCNL, concorrenza sleale, dumping interno ed esterno,  tutela della persona, guardie giurate all’estero, salario minimo etc), i colleghi europei della sicurezza privata sembrano – oltre che giganti rispetto alle nostre imprese – avanti anni luce. Non per qualità dei servizi, ma per qualità del dibattito: intelligenza artificiale, privacy, droni, sicurezza cyber, sicurezza “phygital” e molto altro sono infatti al centro del lavoro del CoESS, che rappresenta gli interessi del settore sul piano europeo. E siamo indietro, sia beninteso, perchè per troppi anni abbiamo avuto licenze provinciali, talvolta pure comunali, che hanno condannato il settore ad un nanismo geografico che nemmeno la riforma voluta dall’Europa ha ancora sanato. Ne abbiamo parlato con Antonello Villa, Presidente del Comitato Monitoraggio e Telesorveglianza in CoESS.

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Pirateria marittima: le guardie giurate proteggono la nave ma non l’equipaggio?

Con il rapimento di 130 membri di equipaggio in 22 diversi incidenti (il 95% dei rapimenti di equipaggi in tutto il mondo nel 2020), il Golfo di Guinea si conferma area ad alto rischio pirateria marittima. E tuttavia difficoltà burocratiche e normative rendono particolarmente complesso svolgere dei servizi di sicurezza efficaci, anche perchè il nonsense della norma italiana impedisce alle guardie giurate di proteggere la persona fisica, con il surreale paradosso di poter restare a guardia della nave ma non anche del suo equipaggio. Urge un accordo tra Governo italiano e Stati costieri per la permanenza delle guardie armate a bordo delle navi, almeno fino al limite delle acque internazionali, chiedono gli esperti. Questi i contenuti del webinar targato FederSicurezza “Focus sul Golfo di Guinea per le compagnie di sicurezza private italiane”, trasmesso in streaming YouTube lo scorso 9 aprile.

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Nuova EN 50518:2019 sulle centrali di telesorveglianza: quali novità?

Il 16 agosto 2019 è stata resa disponibile dal CENELEC, Comitato europeo di normazione in ambito elettrotecnico, la nuova norma per le Centrali di Telesorveglianza degli Istituti di Vigilanza Privata, denominata EN 50518:2019. Le novità non sono di poco conto e la pubblicazione in Italia è prevista per Febbraio 2020. Per saperne di più e predisporre gli adeguamenti del caso, ne parliamo con l’unico italiano ad aver partecipato ai lavori di stesura della norma in rappresentanza di CoESS (Confederation of European Security Services, rappresentata per l’Italia da Federsicurezza): Antonello Villa.

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