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ROMA – Due novità in tema di cauzione: un aspetto diffusamente contestato, a più riprese e su più fronti associativi. Tanto per inquadrare la questione, l’art. 137 del Tulps (ripreso dal DM 269/2010) esige il versamento di una cauzione, come elemento di garanzia propedeutico al rilascio della licenzadi  vigilanza privata, investigazioni private e delle altre attività assoggettate all’art. 134. In caso di inosservanza delle prescrizioni imposte, il Prefetto può disporre l’incameramento della cauzione.
Il problema ovviamente non è la cauzione in sè, ma sono i parametri di determinazione delle relative coperture assicurative, oltre che delle cauzioni stesse. Parametri che non terrebbero conto della drammatica situazione finanziaria del paese e della reale consistenza delle singole imprese, con potenziali effetti distorsivi della concorrenza.
Ebbene, l’Europa sembra aver dato ragione a queste voci, bacchettando l’attuale disciplina in materia e chiedendo una ridefinizione della stessa con criteri computazionali diversi da quelli della territorialità. Continua a leggere

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