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Molto interessante l’articolo 1 del DDL a firma Lollobrigida, Deidda e Ferro intitolato “Disposizioni in materia di impiego delle guardie giurate all’estero”, presentato alla Camera ad Ottobre 2018 ed ora assegnato alla commissione Affari costituzionali: “I servizi di vigilanza privata (omissis) possono essere svolti con l’impiego di guardie giurate destinate alla protezione delle merci e dei valori delle imprese pubbliche e private operanti in territorio estero ogni qualvolta ne sia ravvisata la necessità in relazione ai livelli di rischio dell’area in cui tali imprese operano”.

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Lo scorso 21 marzo, presso la Camera dei Deputati, si è tenuto un convegno sul ruolo delle Private Military Security Companies organizzato da Fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategic Analysis). Diversi gli argomenti trattati: dall’interesse nazionale alle missioni italiane fuori area, dalla definizione normativa dei Private Security Contractors (PSCs) fino al ruolo di un privato, ancora non pienamente perimetrato ed in continua evoluzione, secondo quel concetto di sussidiarietà tuttora figlio del pacchetto Pisano. Per vigilanzaprivataonline era presente Giovanni Villarosa, Senior Security Manager, Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, Master STE-SDI. Continua a leggere

ROMA – Lo scorso 14 dicembre l’On. Massimo Polledri (LNP) ha presentato una proposta di legge intitolata “Disposizioni concernenti l’imbarco e l’utilizzazione di armi per lo svolgimento di servizi di vigilanza privata a protezione delle navi mercantili nazionali contro gli atti di pirateria“.
La proposta sembra disciplinare l’utilizzo di guardie giurate e di c.d. contractor sulle navi, indicando per questi ultimi dei requisiti precisi e dandone un inquadramento tramite il loro rapporto con una società di security italiana. Continua a leggere

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Sono contractors… In Italia ci sono, io li ho visti, li conosco.. Si addestrano come militari ma non lo sono.. lavorano da soli o in gruppi..”
Troppo spesso leggo queste frasi, ancor più in questo periodo, con quel benedetto decreto antipirateria italiano. E come sempre accade nel Belpaese, una semplice (e utopistica) scelta di out-sourcing della security si trasforma sistematicamente in qualcosa di losco, buio, da indagare e denigrare. A prescindere.
Quante volte poi leggiamo in forum, post, siti, giornali la famosa frase “..si fanno chiamare contractor ma sono mercenari!” , quando la legislazione internazionale sul mercenarismo parla chiaro. Molto chiaro.
A mio (opinabilissimo) avviso, il disguido – spesso volontario – nasce dalla mancanza di punti di riferimento. Le persone ignorano le figure, le leggi, i termini e i significati di certe parole, abusando delle stesse e stuprando discorsi che, effettivamente, hanno ben poco di chiaro. Poniamoci allora due importanti domande. Chi sono i mercenari? E quali sono le realtà della sicurezza privata? Continua a leggere

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