Guardie giurate, addetti alla security o improvvisati? Interrogazione alla Camera su chi deve gestire i flussi

L’On. Mauro Rotelli (FDI) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Camera, indirizzata al Ministro dell’Interno, per denunciare il diffuso utilizzo, da parte di committenze della grande distribuzione ma non solo, di soggetti non professionali al fine di gestire i flussi per garantire il distanziamento sociale anti Covid-19. Al posto di guardie giurate, operatori fiduciari o addetti ai servizi di controllo, infatti, la cronaca parla dell’utilizzo di soggetti e imprese non qualificati, con serie conseguenze per la sicurezza dei lavoratori e della stessa collettività che si vorrebbe tutelare. Il tema è ancora più caldo in previsione dell’impiego di 60.000 “assistenti civici”, reclutati tra le fila del volontariato, che il Governo vorrebbe schierare per svolgere tali servizi nelle aree pubbliche.
Poichè – si legge nell’interrogazione – il settore della sicurezza privata, seppur normato, lascia spazio a diverse interpretazioni sulla corretta figura professionale da adottare per svolgere queste mansioni, sarebbe necessario che il Ministero desse indicazioni più specifiche in merito. Non solo per evitare i fenomeni di abusivismo già citati, ma anche – aggiungiamo noi – per non mandare allo sbaraglio mandrie di improvvisati …a loro rischio e pericolo.

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Covid19 e infortunio sul lavoro: quale rischio per le imprese e quali tutele?

Il Covid-19 è rubricato come infortunio sul lavoro: con quali tutele per i lavoratori? E con quali rischi per le imprese, sia sul lato penale sia sul lato civile? In che modo si può dimostrare che l’infezione sia realmente avvenuta sul luogo di lavoro, soprattutto per attività professionali come la vigilanza privata che si svolgono in luoghi esterni all’azienda e con esposizione a grandi flussi di persone (dal supermercato alla banca, dall’aeroporto alla stazione)? L’INAIL è intervenuta con una circolare che di fatto esclude qualsiasi automatismo in termini di responsabilità, ma è comunque lecito ipotizzare che nasceranno contenziosi. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Marco Proietti , Associate di GFPLAW, prestigioso studio legale con sede in Roma specializzato in diritto del lavoro e relazioni industriali (segnalato dal Sole 24 Ore tra gli studi legali dell’anno 2020 per l’area “Diritto del lavoro e welfare” e per il secondo anno consecutivo tra i primi studi legali in “lavoro e previdenza” in Italia).

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Vigilanza in spiaggia? Braccialetti per garantire il distanziamento

Mentre Governo e ANCI si scannano per arruolare 60.000 volontari su spiagge e parchi per controllare social distancing, assembramenti e mascherine, l’industria mette in campo soluzioni per garantire che le regole vengano rispettate in piena sicurezza per gli addetti e per i cittadini, nel rispetto della privacy anche nell’eventuale ricostruzione di catene di contagio e pure certificando il rispetto dei protocolli di sicurezza. Braccialetti, sistemi SOS, termoscanner: ne parliamo con Giorgia Pironi, Responsabile Marketing di W.A.Y. Srl, Associata ANSSAT-Federsicurezza.

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Piuservizi dice no ai 60mila improvvisati civici

Nelle ultime 48 ore il Ministro Boccia, sperando di far cosa gradita ai Comuni, ha pensato bene di proporre la chiamata di 60mila volontari per gestire assembramenti su strade, piazze, spiagge ed ogni altra situazione che potesse essere oggetto di controllo rispetto a quanto previsto per contenere la pandemia Covid19. Immediatamente i due Ministri più direttamente interessati Lamorgese, Interni e Guerini, Difesa, hanno preso le distanze. Piuservizi – Associazione Nazionale Imprese Servizi Integrati che operano nel campo della sicurezza non armata aderente a Federsicurezza/Confcommercio – concorda pienamente con le posizioni dei due Ministri delle Difesa e degli Interni.

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Guardie civiche al posto di professionisti della sicurezza? No grazie

Ha fatto molto discutere la proposta del Governo di reclutare 60.000 Guardie Civiche tra i percettori del reddito di cittadinanza per affidare servizi di social distancing. Sì, proprio quei servizi che hanno “salvato” il comparto sicurezza privata, ma soprattutto il paese stesso, in un momento di incredibile difficoltà. Per fortuna AISS -Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria – assicura che la proposta è stata abortita. Resta però essenziale mettere in piedi un tavolo di discussione serio con chi realmente conosce il mestiere.

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