Sicurezza privata: il Governo si impegna a valutare i ristori

Dopo mesi di silenzio, la sicurezza privata entra finalmente nell’agenda di Governo – dichiara Franco Cecconi, Presidente di AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria. L’Esecutivo ha infatti dato parere favorevole a un emendamento chiesto da AISS e presentato dall’On. Carmelo Miceli, Responsabile Sicurezza del PD, che impegna formalmente il Governo a “valutare l’opportunità di inserire, con impellenza, nel prossimo provvedimento utile o comunque nell’ambito di una revisione organica della disciplina delle misure di sostegno, le agenzie di sicurezza private (Codici Ateco: 80.20.00 servizi connessi ai sistemi di vigilanza; 80.30.00 servizi di investigazione privata; 81.10.00 servizi integrati di gestione agli edifici) tra le imprese beneficiarie dei provvedimenti adottati nell’interesse delle aziende in difficoltà”. Un emendamento necessario per sostenere tutte le imprese operanti nei settori più colpiti dal COVID-19, incluse quelle sinora dimenticate dai ristori (ma pur assai gravemente penalizzate), come le agenzie di sicurezza.

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Addetti ai servizi di controllo e steward: in arrivo i ristori?

Un comparto che è rimasto senza mercato e senza aiuti, dimenticato dalla politica e dai ristori e che più di tutti soffre l’ombra scura di un Covid 19 che non ci restituirà più il mondo che conoscevamo prima.  Parliamo dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento, fermi da febbraio per la chiusura di eventi, pubbliche manifestazioni, fiere, entertainment, sport, discoteche, movida. Non se la passano meglio gli steward, con un campionato a porte chiuse o orfano di pubblico e lo stop al calcio dilettantistico fino al 15 gennaio. Un comparto che soffre di un abusivismo pauroso, di una colpevole e pericolosa assenza di controlli e di un florilegio di sigle e contratti che non fanno che alimentare confusione e deregulation. In questo scenario a tinte fosche, quali sono le prospettive per fine marzo, quando cesserà il blocco dei licenziamenti? AISS, senza voler vendere la pelle dell’orso prima di averla conquistata, lo sorso 11 dicembre ha anticipato delle novità sul tema dei ristori e che si sta lavorando sul fronte istituzionale perché il settore venga identificato da un codice ateco ad hoc.

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Steward e addetti ai servizi di controllo: senza mercato e senza aiuti

Un comparto che è rimasto senza mercato e senza aiuti, dimenticato dalla politica e dai ristori e che più di tutti soffre l’ombra scura di un Covid 19 che non ci restituirà più il mondo che conoscevamo prima. Parliamo dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento, settore fermo da febbraio per la chiusura di eventi, pubbliche manifestazioni, fiere, entertainment, sport, discoteche, movida. Un settore cui è richiesta una professionalità garantita da licenza ex art. 134 TULPS e che vanta il maggior numero di ore di formazione obbligatoria del comparto. Un settore che, tuttavia, non gode di un codice ateco ad hoc e non ha sinora beneficiato dei ristori garantiti ad altre categorie.

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(Mancato) rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e servizi fiduciari: il Covid non c’entra

Pubblichiamo la lettera di una guardia giurata che replica al comunicato delle Associazioni Datoriali in materia di rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, le quali, evidenziando lo stato di incertezza determinato dall’emergenza Covid, “in sostanza affermano che vorrebbero rinnovare il contratto, ritenendolo uno strumento indispensabile alle aziende e al mercato, ma senza aumento salariale. Facciamo notare che il report Federsicurezza 2019 evidenzia che l’offerta di settore è costituita da 1339 imprese, per il 18,6% medie e grandi;  il fatturato complessivo ammonta a 3,5 miliardi di euro ed è dominato dalle medie e grandi imprese, che insieme generano l’83% della ricchezza. Meglio dunque stendere un velo pietoso sul futuro incerto che sarebbe generato dalla pandemia” – si legge nella lettera. La riportiamo per l’interesse che riveste e òper i dati che riporta.

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Steward “urbani” per controllare il territorio: e la vigilanza privata?

Un DDL della Regione Friuli Venezia Giulia in materia di sicurezza e polizia locale affida agli “steward urbani” le attività finalizzate a migliorare la percezione di sicurezza della cittadinanza, facilitare la fruibilità e la vivibilità degli spazi pubblici. Queste figure dovranno operare entro i limiti individuati dalla norma nazionale, con compiti sussidiari e sotto la direzione della polizia locale. Ok, ma perchè gli steward, che dovrebbero stare negli stadi? E a proposito: chi sono gli steward “urbani”? Quali competenze hanno? Siamo d’accordo che queste forme di controllo del territorio non siano propriamente servizi a tutela dei beni mobili e immobili (che sarebbe la tipica attività delle guardie giurate), ma tanto meno possono essere assimilabili ai servizi di sicurezza negli stadi (che sarebbe il territorio elettivo degli steward) o ai controlli nei locali di pubblico spettacolo (che sarebbe appannaggio degli ex-buttafuori). E in questo DDL a noi sembra che si parli – vogliamo chiamarla con il suo nome? – di protezione della persona. E’ stato dunque sdoganato questo totem?

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