Vigilanza Privata: al via le domande di rimborso per mascherine e DPI

Invitalia, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha pubblicato sul proprio sito il bando per chiedere il rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale finalizzati al contenimento del COVID-19. Un tema di particolare interesse per la vigilanza privata, settore labour intensive che ha visto le proprie guardie giurate e i propri addetti alla security in prima linea sin dall’inizio dell’emergenza.

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Vigilanza Privata: Federsicurezza dice ciò che serve alla sicurezza privata. E riparte con la politica

logo-federsicurezzaIndebitarsi per sopravvivere? Rinegoziare le linee di credito per pagare un erario solo sospeso? Subire supinamente l’italica catena “io non pago tanto Tizio non paga perché Caio ha già smesso e Sempronio ha chiuso”? Accettare il “distanziamento sociale” con gli stakeholders del comparto messo in campo ormai da tempo dal Ministero dell’Interno? Il tutto mentre alla vigilanza privata servono nuovi spazi operativi, sgravi fiscali e una lotta senza quartiere ad un abusivismo ancor più pericoloso in tempi di disagio sociale? Federsicurezza dice no. E in un position paper annuncia un ritorno alla Politica di comparto, ponendo la partenza della propria “fase 2” al 5 maggio: morte di Napoleone o partenza degli Stati Generali a Parigi?

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Nuovi spazi per la vigilanza privata ma nuove cautele: la ricetta Sicuritalia per la fase 2

Nel commentare la fase 2, il Premier ha accennato ad una “buona occasione per rimettere a posto ciò che non andava anche prima del Covid19“. Ora, poichè le disfunzioni erano (e sono) infinite, auspichiamo che nella generica allusione fosse inclusa anche l’italica abitudine di non pagare al primo alito di vento. Perchè se un insoluto il 24 aprile può dirsi comprensibile, un insoluto il 24 febbraio è pretestuoso. Serve coesione di filiera per evitare quei cliché che tanto ci stanno danneggiando anche nel negoziato europeo. Su questo tema, come pure sulla fase 2 e sui nuovi spazi di manovra offerti a sicurezza e vigilanza privata, abbiamo sentito il leader di settore: Lorenzo Manca, AD e Presidente del Gruppo Sicuritalia.

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4 maggio: riapre tutto? Ehm, no. Ma nuovi spazi per la vigilanza privata

Ieri sera, consueta conferenza stampa del Presidente Conte per presentare la fase 2. Con una premessa poco confortante: si temono delle ondate di ritorno da Covid19 e la responsabilità personale resta un elemento cardine per la ripresa del paese. Non è un caso dunque che la fase 2 somigli davvero molto alla fase 1, salvo per alcune interpretazioni più elastiche in termini di spostamenti, visite, parchi, sport, funerali. Lato imprese, chi sperava in un libera tutti è rimasto deluso: sono ancora tantissime le realtà chiuse. Nel nostro comparto, buone notizie per gli investigatori privati, finalmente autorizzati a riaprire, e alcune novità che potrebbero aprire ulteriori spazi di mercato alle guardie giurate e agli addetti alla sicurezza.

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Covid 19: nuovo Protocollo per la sicurezza negli ambienti di lavoro

Il 24 aprile, su invito dei Ministri del Lavoro e delle Attività produttive, è stato sottoscritto un aggiornamento al “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, condiviso lo scorso 14 marzo tra le organizzazioni datoriali e OOSS confederali e declinato in un documento settoriale tra Confcommercio e Filcams-CIGL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL. Il Protocollo del 24/04 fornisce nuove indicazioni in vista della fase 2, modificando il documento originario per superare la fase emergenziale della gestione e costruire regole per una prevenzione del medio termine negli ambienti di lavoro. nel consigliarne la lettura integrale, forniamo di seguito una breve disamina.

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