Covid19: l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria convoca gli Stati generali dell’Event Industry

In considerazione della drammatica situazione causata dal covid19, Franco Cecconi, Presidente dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, convoca gli “Stati generali dell’Event Industry Italiana”. Il mondo degli eventi e dell’intrattenimento si compone infatti di professionalità variegate, non sempre rappresentate e tenute in debita considerazione nelle misure poste in essere dal Governo. L’annunciata fase 2 non offre alcuna sicurezza immediata né in prospettiva. Occorre dunque una proposta unitaria da sottoporre al governo per superare la crisi e rilanciare l’industria. Questo si legge nel comunicato AISS di lanciop degli “Stati generali dell’Event Industry Italiana”.

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Vigilanza Privata: c’era bisogno del Coronavirus per parlare di sicurezza integrata?

Ci voleva una pandemia perchè il concetto di sicurezza integrata (fisica e logica, ma anche privata e pubblica) cominciasse a farsi largo anche in Italia. Se lo smart working richiede infatti maggiore attenzione per la sicurezza cyber, il timore di reazioni popolari spontanee, o peggio eterodirette, apre le porte anche a richieste di servizi di intelligence. Il tutto oltre ai tradizionali servizi di vigilanza privata, al trasporto valori e alle attività “covid-19” di controllo dei flussi e rispetto del distanziamento sociale. Lo ha detto Lorenzo Manca, AD di Sicuritalia (primo polo italiano di sicurezza privata) in un dibattito su War Room diretto da Enrico Cisnetto, assieme a ospiti del calibro di Roberto Maroni e Paolo Poletti.

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Coronavirus: il contante è a rischio quanto il bancomat ma lo stigma colpisce il trasporto valori

Banconote e monete stigmatizzate dal Covid19: portano il virus, trasmettono il contagio, non sono sicure. E invece no. Che si tratti di cliente o di addetto alla cassa, chi maneggia bancomat o carte di credito deve adottare le stesse precauzioni che utilizzerebbe con il contante, ossia lavarsi le mani e minimizzare il contatto con qualunque superficie. Il rischio è in sostanza identico. Ma la campagna denigratoria in atto è virale e sta danneggiando un comparto, quello della gestione e del trasporto di valori e di contante, che rappresenta un servizio essenziale per tutti i paesi – Italia inclusa.

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Federsicurezza: per favore non incolpiamo le imprese di vigilanza privata per il Coronavirus

L’articolo 42 del decreto Cura Italia, al comma 2, prevede che, in caso di lavoratore contagiato dal Covid-19, il caso venga iscritto nel registro dell’Inail come infortunio sul lavoro. Un principio – quello che le malattie infettive contratte in circostanze lavorative siano considerate come infortuni sul lavoro – che in questo caso non trova però corretta applicazione, essendo possibile (e non tracciabile) contrarre il virus ovunque, anche fuori servizio e quindi anche se le imprese rispettano gli standard di sicurezza previsti dalle norme messe in campo dal Governo. Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata, aderente a Confcommercio, chiede un immediato correttivo.

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