crisi

simone-pavarinLe imprese operanti nel settore Vigilanza Privata soffrono la crisi come tutte le altre aziende italiane, ma con delle specificità particolari che in parte limitano, o in taluni casi annullano, gli effetti della contrazione dei consumi. Innanzitutto le imprese del settore vendono un prodotto, la “sicurezza”, la cui domanda aumenta all’inasprirsi della recessione. La disoccupazione diffusa, nuove aree di povertà, l’aumento dei crimini comuni, generano quel “senso di disagio” che solo professionisti specializzati possono arginare. Continua a leggere

ROMA – “Legalità e innovazione per cambiare”. Con queste parole il neo Presidente ha chiuso l’Assemblea di Assicurezza – Confesercenti, che lo ha eletto il 28 maggio a Roma.
“La crisi economica – ha continuato – ha colpito anche il nostro settore determinando la chiusura di numerosi Istituti di Vigilanza Privata con la conseguente perdita, solo lo scorso anno, di oltre 1000 posti di lavoro. Il futuro ci preoccupa ancor di più per i maggiori costi che le imprese debbono sostenere con il Decreto 269/2010. Il comparto non può reggere i colpi pesanti della crisi se resterà schiacciato tra grandi gruppi ed un abusivismo sempre più dilagante. A tutto questo dobbiamo essere in grado di dire no, introducendo nel comparto forti dosi di legalità e innovazione.” Continua a leggere

buttafuoriLa crisi che ha colpito il sistema paese affonda le radici in una congiuntura devastante sul piano globale e richiederà soluzioni a lungo termine che, nell’ipotesi migliore, ci consegneranno un mondo irreversibilmente diverso. Ma la crisi che sta funestando il comparto della sicurezza nei luoghi di pubblico spettacolo non trova origine nello spread, nell’alta finanza e nei massimi sistemi: gran parte dei problemi degli ex buttafuori dipende dalle “lacune di una legge incapace di intercettare e regolamentare le effettive esigenze del settore”. Questa la denuncia di Franco Cecconi, Presidente dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria. Da qui la scelta di chiedere delle modifiche normative. Continua a leggere

airplaneDiversificazione, acquisizioni tecnologiche, offerte pensate per il piccolo professionale e il residenziale, ma anche iperqualificazione, elaborazione di nuovi servizi e aggressione di nicchie ultraspecializzate.
Queste le strategie che stanno mettendo a punto gli operatori della Vigilanza Privata, nel tentativo di rispondere da un lato ai morsi della recessione, e dall’altro alle rimodulazioni qualitative imposte dalla riforma. Del resto, innovare in un settore labour intensive significa per forza investire sul capitale umano, se non ci si vuole limitare ad incrementare il versante tecnologico (che comunque esige del personale ben formato per poter essere manovrato).

In questa direzione si inquadrano i servizi di sicurezza ad alto valore aggiunto, come quelli aeroportuali, portuali e svolti nelle stazioni ferroviarie. Un business certamente interessante…con alcuni se e ma.
Sull’argomento abbiamo sentito Marco Mazzanti, membro dell’Aviation Security Committee nel CoESS e titolare di Scuola Security. Continua a leggere

top25-ilaria-garaffoni

 La rivista a&s Italy, leader nell’editoria tecnica per il settore security, in collaborazione con l’analista KF Economics (Gruppo K Finance), hanno stilato la prima “Top 25” dei protagonisti del mercato italiano della sicurezza tecnologica. L’indagine mostra le performance dei player che dominano il mercato italiano delle tecnologie per la sicurezza, fornendo indici essenziali per inquadrare lo stato di salute e le tendenze che governano il comparto, ma anche per fare scounting tese ad operare fusioni ed acquisizioni o nuove partnership. Un aspetto particolarmente rilevante per una vigilanza privata che raramente può “innovare” senza proporre delle soluzioni tecnologiche evolute. Continua a leggere

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