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Federsicurezza-2015Formazione delle guardie giurate “ordinarie”, come pure di quelle addette a servizi di sicurezza sussidiaria e antipirateria, ma anche certificazione degli istituti di vigilanza privata e formazione e certificazione delle competenze del security manager. Quattro temi legati dal fil rouge dell’attualità di settore, motivata da scadenze e ristrutturazioni che hanno modificato l’assetto normativo di riferimento. Questi gli argomenti trattati il 27 Aprile a Roma all’affollato convegno organizzato da Federsicurezza, assieme ad AJA Registrars Europe, Università telematica Niccolò Cusano e G7 srl. Continua a leggere

invito-federsicurezza-roma-1Non solo certificazione, ma anche formazione e sicurezza marittima i temi caldi del prossimo appuntamento convegnistico targato FederSicurezza, centrato sugli interventi normativi di attualità e sulle più recenti evoluzioni in corso nella vigilanza privata. Per la mattinata del 27 aprile 2015 è infatti previsto a Roma il Convegno dedicato a “Vigilanza privata e nuove aree di business: certificazione e formazione come strumenti di competitività”, organizzato da FederSicurezza e AJA Registrars Europe (organismo di certificazione internazionale), con l’autorevole partecipazione dell’Università degli Studi “Niccolò Cusano”. Presenti esponenti del ministero dell’Interno e del Comando Generale della Guardia Costiera, oltre ad esperti e rappresentanti della stampa.
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Luciano CampoliIntervista a Luciano Campoli, General Manager G7

Partirei dando un perimetro, o meglio un volume, al mercato dell’antipirateria: quanti transiti in aree a rischio vengono operati? E soprattutto: l’antipirateria operata dai privati funziona?

Parto dall’ultima parte della domanda per arrivare alla prima: negli ultimi anni si è registrato un sensibile calo degli attacchi in area, dettato da una serie di concause, infatti – oltre alle missioni poste in essere in ambito militare – si annovera, soprattutto quale deterrente efficace, la presenza degli operatori di vigilanza armata. Attività, la nostra, che è volta non solo alla protezione della nave di specie, ma che soprattutto è operata nell’interesse nazionale, per garantire il libero scambio di merci trasportate delle navi italiane. Ciò nonostante, la legislazione abbisogna di ulteriori modifiche ed integrazioni. Continua a leggere

nave-crociera-nel-mirinoIl DM 266/2012, che ha sancito e disciplinato l’impiego di guardie giurate sulle navi per servizi antipirateria marittima, ha rivoluzionato un settore dove il vuoto normativo impediva, di fatto, alle aziende italiane di operare in un’area di business di sicuro interesse. Ma le grandi rivoluzioni spesso richiedono aggiustamenti in corsa e le correzioni al tiro non possono che partire da chi in quel settore opera quotidianamente, verificando sul campo i limiti e le criticità del dettato normativo. E’ il caso di G7, società di sicurezza leader nei servizi di security, consulenza e risk management. “Questo nostro associato ha sollevato un semplice interrogativo: se su 80 transiti mensili su navi italiane, solo 18 sono posti in essere dalle tre aziende che operano nel settore, chi svolge gli altri servizi antipirateria?” – specifica Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza.
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