Vigilanza Privata e security: la lezione del Covid per un 2021 migliore

Mancano poche ore alla chiusura di questo disgraziato 2020 e ci piace riprendere le riflessioni di Andrea Ambrosino, consulente e formatore, security manager, RSPP, DPO e responsabile qualità in diversi istituti di vigilanza privata, oltre che attento osservatore del settore security. Nel ripercorrere un anno di crisi e di scivoloni più o meno o grossi della politica, dell’autorità tutoria, della committenza e del settore stesso, sempre avvitato in un rinnovo contrattuale che non risolverà comunque i problemi sistemici del comparto, l’autore si sofferma sul Covid quale moltiplicatore di criticità preesistenti. Dall’abusivismo al dumping contrattuale, dalla guerra tra poveri alla tendenza a non investire o a limitarsi (quando va bene) allo stretto adempimento normativo. In un 2020 che ha messo alla prova tutti, è rimasto a galla non a caso chi negli anni aveva investito con lungimiranza in riforme del processo produttivo, in dotazioni tecnologiche, certificazioni e percorsi formativi capaci di guardare oltre il mero obbligo di legge. Perchè i tanto invocati controlli dell’autorità, in mancanza di una vision imprenditoriale chiara, serviranno a poco in un 2021 che potrebbe mostrare un volto non meno lugubre dell’anno che si sta chiudendo. Ma da inguaribili ottimisti, crediamo che la lezione verrà recepita e auguriamo un buon 2021 a tutti.

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Da centro di costo a funzione apicale: prospettive di formazione per il security manager

Il Covid ha reso visibili le guardie giurate, ha mostrato che la vigilanza privata riveste una funzione sociale che incide sulla collettività e ha insegnato che la business continuity è l’unica risposta possibile all’emergenza. Risultato? La security, spessa ritenuta un improduttivo centro di costo, viene oggi coinvolta in tutti i progetti in funzione di consulenza e accentramento dei processi decisionali, oltre che come rete informativa qualificata. In questo contesto il security manager è la figura chiave e la qualità della sua formazione è una base imprescindibile non solo per chi deve adeguarsi, ma anche per chi vuole conoscere una professione che offre oggi notevoli opportunità. Ne parliamo con Andrea Ambrosino, Presidente di Vale srl, leader nella formazione e consulenza per il settore vigilanza, nota per i portali Accademia della Sicurezza e Formazione Vigilanza, che si accinge a dare il via alla IV edizione del corso per security manager.

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Vigilanza Privata: fondi per la formazione professionale

Quante imprese della vigilanza privata sanno di poter accedere a fondi per finanziare piani formativi aziendali, territoriali, settoriali ed individuali, personalizzando i percorsi in base ai fabbisogni individuati? Pochi, a giudicare dalle realtà che ad oggi godono delle opportunità offerte da Fondo For.Te.
Riprendiamo dal sito UNIV, per gentile concessione, estratti dell’intervista a Elenora Pisicchio, Direttore del Fondo For.te.

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Il Ministero dell’Interno incontra le imprese della vigilanza privata

Il sottosegretario all’interno On. Nicola Molteni ha incontrato i delegati delle Associazioni di categoria più rappresentative delle imprese della vigilanza privata. La riunione è stata l’occasione per un proficuo confronto sulle questioni che riguardano il settore, considerato dal Dicastero un importante complemento del sistema nazionale di tutela della pubblica sicurezza. Il sottosegretario Molteni ha assicurato che, entro la fine di febbraio, sarà sottoposto all’attenzione della Commissione centrale sulle vigilanza privata lo schema del decreto ministeriale sui requisiti di formazione professionale delle guardie giurate. Mercoledì 30 gennaio, poi, il sottosegretario incontrerà le organizzazioni sindacali del settore.

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Arriva il database degli operatori della Sicurezza Privata

Lo scorso 14 novembre, presso il Ministero dell’Interno, le Associazioni di categoria del comparto della vigilanza privata hanno partecipato alla presentazione del Data Base Nazionale degli Operatori della Sicurezza Privata, la cui messa in esercizio era stata annunciata dalla già commentata Circolare del 9 ottobre scorso. Il Database, attivo dal 1 febbraio 2019, collegherà i Registri delle guardie giurate e degli Istituti presso le Prefetture, operando da “sensore del mercato del lavoro” e da semplificatore degli attuali adempimenti amministrativi (es. rilascio e rinnovo dei decreti), spesso lenti e farraginosi.

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