Qualifica delle guardie giurate: un’interrogazione parlamentare

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ROMA – Dopo 70 anni di onorata attività da “operai con la pistola”, le guardie giurate hanno ottenuto nel 2008 lo status di “incaricato di pubblico servizio“, ma la qualifica non soddisfa l’On. Antonio di Pietro (IdV), che ha posto un’interrogazione a risposta scritta al ministero dell’Interno relativa al “riconoscimento giuridico di status, poteri e funzioni alle guardie particolari giurate ” (atto C.4/10671). Ripercorrendo la storia della vigilanza privata, Di Pietro chiede anche l’uso di sistemi di segnalazione visiva (i lampeggianti blu sono ora preclusi e quelli arancioni sono limitati alle emergenze) e, soprattutto, la concessione di poteri che esulino dalla qualifica di incaricato di pubblico servizio, probabilmente per spingersi – anche se la nota non lo esplicita –  nella sfera del  pubblico ufficiale.

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Regolamento di servizio: standard minimi di sicurezza per le guardie giurate

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Ronde in solitaria, niente vetri antisfondamento, catarifrangenti o lampeggianti. Le guardie giurate vigilano nell’oscurità, mettendo a rischio la propria sicurezza con ronde invisibili.

Sono alcuni degli effetti del processo di liberalizzazione della vigilanza privata: fino al 2008, infatti, ogni questore emanava un regolamento unico per gli istituti operanti nella provincia di competenza. Regolamento che in molti casi prevedeva come regola-base i servizi di ronda in coppia e la previsione di dotazioni luminose sulle autopattuglie.

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