Massimo ribasso: pericolo scampato per la vigilanza privata

Sospiro di sollievo per la mancata reintroduzione del criterio del massimo ribasso come regola per l’aggiudicazione delle gare d’appalto, paventata dal Decreto Semplificazioni 2021 e stralciata in corner. Meno buona la scelta innalzare il tetto del subappalto al 50% fino al 31 ottobre, per poi abolire ogni limite. Temi che allarmano il comparto sicurezza e vigilanza privata, labour intensive e delicatissimo per contenuti e possibile impatto sulla collettività. Ci siamo confrontati con Lorenzo Manca, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Sicuritalia.

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La riforma degli appalti nella vigilanza privata: cosa pensa l’ANAC

michele-corradino-anacPiù uno stato è corrotto e più emana leggi per confondere le acque. Lo diceva Tacito ed è drammaticamente vero ora, quando l’iperfetazione di norme che regolano gli appalti presta il fianco a corruttele e negligenze. Ben venga dunque una riforma che condensi e metta ordine in un campo che tocca molto da vicino la vigilanza privata. Durante il convegno Federsicurezza dello scorso 9 settembre, il Consigliere ANAC, Dr. Michele Corradino, ha fornito molti validi spunti. Li riprendiamo, per dare seguito al dibattito su www.vigilanzaprivataonline.com.

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Dopo NES, Ipervigile: chi gestisce il denaro in Italia?

“Care banche, se il vostro outsourcer per la contazione e il trasporto del denaro è dotato di licenza di PS, non è detto che sia anche a posto con le regole. Approfondite, chiedete e fate verifiche sullistituto di cui vi servite o esigetele dal vostro network di fiducia, perchè il processo di transizione verso la riforma della vigilanza privata non si è ancora concluso e, nelle more dell’endemica carenza di risorse per i controlli dell’autorità tutoria, i furbetti si muovono brillantemente”.
Queste le parole di Vincenzo Acunzo al workshop ABI sul ciclo del contante. Inutile dire che su queste parole, come sull’intero workshop, aleggiava l’ombra della faccenda NES, alla quale – sarà un caso?- proprio oggi si aggiunge l’analoga questione Ipervigile, cui Banca d’Italia ha vietato di operare ricircolo di denaro. La licenza è ancora lì, ma qualcosa probabilmente non va nel rispetto delle regole.

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Vigilanza privata, network e insolvenza Dual Service: ritorna la proposta Bertolini?

ROMA- Il problema dei network nella vigilanza privata si ripropone in tutta la sua complessità.
La paventata insolvenza della società di intermediazione Dual Service (clicca qui per saperne di più) ha portato le associazioni di categoria Federsicurezza, Assovalori ed Assiv ad incontrare lo scorso 14 novembre il Sottosegretario del Ministero dell’Interno, Prefetto Carlo De Stefano. In quella sede sono state esposte le criticità dell’attuale disciplina dei network ai sensi dell’art. 115 del TULPS, e delle conseguenti procedure di partecipazione alle gare di appalto, che portano pesanti ricadute sugli Istituti di Vigilanza Privata sani, peraltro chiamati a sostenere ingenti sforzi economici ed organizzativi per adeguarsi al DM 269/2010.

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Vigilanza privata: caso Dual Service e allarme insolvenza per i network

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ROMA – E’ ancora bufera per i network che operano l’intermediazione nella vigilanza privata.
La richiesta di pre-concordato preventivo avanzata da Dual Service, tra le maggiori realtà di intermediazione attive nella sicurezza privata, rischia infatti di generare un insidioso effetto a cascata, che potrebbe travolgere i tanti Istituti di vigilanza privata affiliati, con gravissime ripercussioni sul fronte occupazionale.

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