CCNL vigilanza privata: e il portierato dove lo metto?

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Portierati, orario di lavoro, classificazione del personale: sono tanti i temi critici sul piatto del rinnovo contrattuale della vigilanza privata e nuove fratture nello schieramento datoriale fanno pensare male per il futuro. In estrema sintesi, è successo che: Federsicurezza ha ufficializzato che non vuole trattare il portierato all’interno del CCNL della vigilanza privata e che auspica di creare un megacontratto della sicurezza privata comprensivo di tutte le categorie operative di filiera. In mancanza, chiuderà il contratto della vigilanza escludendo però i portierati, nei limiti delle figure previste dal decreto Maroni.
Reazioni: Filcams-CGIL non ha apprezzato e tuttavia si è presa del tempo per riflettere; Assiv ha colto l’occasione per abbandonare il tavolo della vigilanza privata mettendo in dubbio l’utilità di proseguire il negoziato e la Cooperazione ci starebbe pensando su. Chi è che fa melina? Ne abbiamo parlato con Sabina Bigazzi, responsabile del settore in Filcams-CGIL e protagonista di un’intervista doppia, modello “Le Jene”, con Luigi Gabriele (Presidente di Federsicurezza). Clicca qui per goderti il faccia a faccia.

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Dopo due anni di attesa, il nuovo CCNL della vigilanza privata deve essere dignitoso

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A cosa è servito lo sciopero, visto che la trattativa per il rinnovo del CCNL è tuttora in altissimo mare? L’abbiamo chiesto a Sabina Bigazzi, responsabile per la vigilanza privata in Filcams-CGIL, che ci ha chiarito i tratti più critici della piattaforma: cambio d’appalto, orario di lavoro, portierati e – soprattutto – incrementi salariali. Guarda anche la videointervista per una sintesi dei punti caldi del negoziato.

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Incontro al ministero del Lavoro: il parere di Fisascat

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Pubblichiamo la nota di Vincenzo Dell’Orefice, Segretario Nazionale di Fisascat, relativa alla recente riunione di sindacati e associazioni di categoria della vigilanza privata presso il Ministero del Lavoro.

“Si è svolto il 28 ottobre scorso, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’incontro fra le Segreterie nazionali di Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e le Associazioni degli istituti di vigilanza privata Assiv-Confindustria, Ancst-LegaCoop Federlavoro e Servizi-Confcooperative, Agci ed Assvigilanza, Univ, Anivip, queste ultime tre unite da un patto federativo e facenti parte, per il tramite di Federsicurezza, di Confcommercio, per riavviare la trattativa finalizzata a rinnovare il CCNL per i dipendenti da istituti di vigilanza privata scaduto il 31 dicembre 2008.

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Quattro provvedimenti per riaprire le trattative della vigilanza privata

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ROMA, 28 ottobre 2010 – C’erano tutti al ministero del Lavoro.
Sabina Bigazzi con Maurizio Scarpa per Filcams, Vincenzo Dell’Orefice per Fisascat e Parmenio Stroppa con Paolo Andreani per Uiltucs. Sul fronte datoriale, le 14 (sic!) rappresentanze presenti hanno mantenuto la linea dura preannunciata nelle precedenti dichiarazioni: senza i correttivi richiesti, il 31 dicembre 2010 – alla scadenza naturale del contratto – le associazioni di categoria firmatarie recederanno dal CCNL per sopravvenuta cessazione delle condizioni che ne rendevano praticabile l’adempimento.

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