Golfo di Guinea e antipirateria: un webinar

Fare antipirateria nel Golfo di Guinea significa dover fronteggiare i 130 rapimenti avvenuti nel 2020 e la drammatica intensificazione di attività illecite registrata nel primo trimestre 2021. A questo attuale tema Federsicurezza, in collaborazione con CoESS – Confederation of European Security Services, dedica un webinar. Obiettivo dell’incontro: accendere i riflettori sulla questione mettendo a fuoco problematiche e soluzioni con l’aiuto di esperti e rappresentanti delle autorità statali e delle organizzazioni internazionali preposte. Nell’Oceano Indiano il fenomeno è sensibilmente diminuito grazie alla presenza di personale di sicurezza a bordo delle navi: si spera possa accadere lo stesso anche nel Golfo di Guinea.

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Guardie giurate all’estero: è ora di analizzare le proposte di legge?

Dopo Parigi, Nizza. Non bastava il lockdown a mettere la Francia in ginocchio: il ritorno del terrore legato all’estremismo islamico fa tremare il paese. E con esso le imprese che vi operano, anche quelle italiane con sede in Francia, che – come tutte le imprese operative all’estero – hanno la responsabilità penale di proteggere il proprio personale (duty of care). Purtroppo per proteggere le imprese italiane all’estero (ma anche i nostri compound militari in terra straniera), le imprese italiane devono rivolgersi a dei security contractor stranieri perché da noi manca la norma per svolgere questi servizi, fatti salvi quelli antipirateria. Eppure in Commissione Difesa della Camera pendono due proposte di legge ancora da calendarizzare per impiegare le guardie giurate all’estero, ovviamente solo in attività accessorie a quelle svolte dai militari. La prima è a firma FdI, mentre la più recente (presentata alla Camera il 1° ottobre 2020), è a firma PAGANI (PD) e si intitola “Disposizioni in materia di servizi di sicurezza privata e di impiego delle guardie giurate fuori del territorio nazionale” (C.2695). Forse è tempo di prenderle in esame? Partiamo da quelle che sono già disponibili.

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Guardie Giurate antipirateria: novità nel decreto in arrivo

Il Consiglio di Stato ha chiesto di modificare l’attuale DM 28 dicembre 2012, n. 266 “Regolamento recante l’impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana, che transitano in acque internazionali a rischio pirateria”. Al tavolo tecnico presso il Ministero dell’Interno del 15 giugno scorso, al quale erano presenti le Associazioni di categoria, tra le quali una delegazione Univ FederSicurezza, il Viceprefetto Giovanni Migliorelli ha illustrato le principali novità, che si riassumono in 12 articoli.

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Vigilanza privata e Security marittima: un approccio olistico

nave-crociera-nel-mirinoDurante la Genoa Shipping Week si è tenuto il primo Med Security Summit, un tavolo di confronto tra esperti per discutere i problemi legati al trasporto e alla sicurezza marittima nel Mediterraneo. I relatori hanno proposto un’analisi, sulla base di un nuovo approccio olistico, dei punti critici che caratterizzano il tema della security marittima in quest’area. Per saperne di più, vigilanzaprivataonline ha incontrato Cristian Ricci, Direttore dei corsi maritime security di IMI Security Service, che conduceva la sessione Port Security e relazione nell’incontro sulla Cruise Line security.

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Guardie giurate contro i pirati: autorizzato il primo servizio

pirati1ROMA – E già, con tutti i problemi che ha il settore vigilanza privata e l’imprenditoria italiana in generale, era giusto dare priorità alle questioni dell’antipirateria. E, come era prevedibile, il primo servizio di sicurezza che farà salire guardie giurate su navi mercantili italiane contro la pirateria è stato autorizzato ad una compagnia britannica: la Triskel Services. Sulla nave mercantile italiana “Pan Uno” della società partenopea Augustea Atlantica salirà quindi personale (probabilmente straniero) targato Triskel, che ha già aperto una filiale a Roma. E ha fatto bene i conti, visto che le (poche) società italiane che hanno creduto all’antipirateria non possono ancora fornire servizi perchè mancano le norme, a partire dalla circolare attuativa della legge 130.

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