pirateria marittima

Il ministero dell’Interno ha trasmesso alle Associazioni di categoria del settore sicurezza e vigilanza privata, oltre che alle Amministrazioni della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti e a Confitarma, la bozza di decreto contenente la disciplina sostitutiva del DM 28 Dicembre 2012 n. 266, in materia di impiego di guardie giurate a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana che transitano in acque internazionali a rischio pirateria.
Continua a leggere

Lo scorso 21 marzo, presso la Camera dei Deputati, si è tenuto un convegno sul ruolo delle Private Military Security Companies organizzato da Fondazione ICSA (Intelligence Culture and Strategic Analysis). Diversi gli argomenti trattati: dall’interesse nazionale alle missioni italiane fuori area, dalla definizione normativa dei Private Security Contractors (PSCs) fino al ruolo di un privato, ancora non pienamente perimetrato ed in continua evoluzione, secondo quel concetto di sussidiarietà tuttora figlio del pacchetto Pisano. Per vigilanzaprivataonline era presente Giovanni Villarosa, Senior Security Manager, Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, Master STE-SDI. Continua a leggere

Luciano CampoliIntervista a Luciano Campoli, General Manager G7

Partirei dando un perimetro, o meglio un volume, al mercato dell’antipirateria: quanti transiti in aree a rischio vengono operati? E soprattutto: l’antipirateria operata dai privati funziona?

Parto dall’ultima parte della domanda per arrivare alla prima: negli ultimi anni si è registrato un sensibile calo degli attacchi in area, dettato da una serie di concause, infatti – oltre alle missioni poste in essere in ambito militare – si annovera, soprattutto quale deterrente efficace, la presenza degli operatori di vigilanza armata. Attività, la nostra, che è volta non solo alla protezione della nave di specie, ma che soprattutto è operata nell’interesse nazionale, per garantire il libero scambio di merci trasportate delle navi italiane. Ciò nonostante, la legislazione abbisogna di ulteriori modifiche ed integrazioni. Continua a leggere

nave-crociera-nel-mirinoIl DM 266/2012, che ha sancito e disciplinato l’impiego di guardie giurate sulle navi per servizi antipirateria marittima, ha rivoluzionato un settore dove il vuoto normativo impediva, di fatto, alle aziende italiane di operare in un’area di business di sicuro interesse. Ma le grandi rivoluzioni spesso richiedono aggiustamenti in corsa e le correzioni al tiro non possono che partire da chi in quel settore opera quotidianamente, verificando sul campo i limiti e le criticità del dettato normativo. E’ il caso di G7, società di sicurezza leader nei servizi di security, consulenza e risk management. “Questo nostro associato ha sollevato un semplice interrogativo: se su 80 transiti mensili su navi italiane, solo 18 sono posti in essere dalle tre aziende che operano nel settore, chi svolge gli altri servizi antipirateria?” – specifica Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza.
Continua a leggere

anna-maria-domeniciE’ un momento cruciale per il settore: il disciplinare ministeriale ha infatti posto le basi per mettere concretamente in piedi un sistema di certificazione organico ed indipendente nella vigilanza privata.
I tempi sono quindi maturi anche per parlare di formazione (tema legato a doppio filo a quello della certificazione), con un particolare focus sull’antipirateria, visto che il 30 giugno potranno imbarcarsi solo guardie giurate formate ad hoc.  Ma quali iniziative sono state messe in campo per far fronte a queste scadenze? Ne parliamo con Annamaria Domenici, Segretario Generale di UNIV (Unione Nazionale Istituti di Vigilanza, aderente a Federsicurezza- Confcommercio) e responsabile Sicurservizi, braccio operativo di FederSicurezza.

Continua a leggere

Network
Pagina  Facebook GooglePlus Twitter Linkedin Youtube RSS Mail
I Video
Video
Video