Vigilanza Privata e sicurezza sul lavoro: contraddizione in termini?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice – una guardia giurata, una lavoratrice, una donna – che si interroga sul valore delle norme per la sicurezza sul lavoro, soprattutto in un settore ad alto rischio come la vigilanza privata. Un settore che lavora in silenzio e che purtroppo muore in silenzio, non rientrando nemmeno nelle statistiche dei caduti stilate dalle forze dell’ordine perché è da sempre figlio di una divisa minore. Legge la testimonianza sul campo di Monica Granozio, gpg presso Vigilanza Europolice di Castel San Giorgio (SA).

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Sicurezza sussidiaria e antipirateria: formazione e certificazione delle guardie giurate

portoL’addetto ai servizi di sicurezza sussidiaria è una guardia giurata certificata a svolgere i servizi previsti dal DM 154/2009; il “direttore tecnico è il soggetto certificato che svolge compiti di responsabilità e coordinamento dei servizi di sicurezza sussidiaria”. Queste le definizioni del disciplinare per la formazione delle guardie giurate addette ai servizi di sicurezza sussidiaria diramato dal ministero dell’Interno. Tre i concetti che spiccano: quello di sicurezza sussidiaria (servizi espletabili direttamente o attraverso istituti di vigilanza privata, dagli enti o società di gestione portuale, dalle società ferroviarie e dei servizi di trasporto in concessione, nell’ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie, dei terminal passeggeri e dei relativi mezzi di trasporto e depositi), il concetto di formazione e quello di certificazione.
Questi ultimi due sono evidentemente connessi tra loro.

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Vigilanza Privata per la sicurezza nei porti: c’è chi dice no

portoROMA – Se i servizi antipirateria non interessano granché per i problemi che recano (spesso superiori agli incassi), l’impiego di guardie giurate nei porti è invece un business di tutto rispetto, che peraltro potrebbe dar vita a servizi altamente profilati, quindi potenzialmente in grado di non incappare nella guerra dei prezzi. Non è dunque un caso che l’Assiv abbia incontrato ad agosto i rappresentanti dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno per sollecitare l’uscita della circolare sulla formazione del personale, di fatto propedeutica all’applicazione del DM 154/2009 (il decreto che consente l’uso di gpg in ambito portuale).
Ma non tutti la pensano allo stesso modo. I diretti interessati (Assoporti, Assologistica e Assiterminal) non gradiscono i costi aggiuntivi dell’obbligo di vigilanza privata in ogni terminal e temono che si generino dei conflitti di interesse dovuti allo spostamento di alcune competenze dalle Capitanerie di porto alle Questure.

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Vigilanza Privata nei porti: in arrivo un disciplinare per l’attuazione del DM 154/2009

porto

NAPOLI – Il III Convegno di Assosecurport (Associazione Nazionale Istruttori Certificati, PFSO e Operatori di Security delle strutture Portuali) del 16 maggio scorso era incentrato sulla Port Security in chiave di sicurezza partecipata tra pubblico e privato.
Vincenzo Acunzo, la cui presenza in rappresentanza del ministero dell’Interno era di per sé significativa di una sempre più intensa interazione tra pubblico e privato, ha sottolineato l’evoluzione concettuale che ha riguardato la sicurezza privata ed il suo ruolo prima complementare e poi sussidiario a quello delle forze pubbliche.

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Vigilanza privata in porti, aeroporti e stazioni: business…a certe condizioni

airplaneDiversificazione, acquisizioni tecnologiche, offerte pensate per il piccolo professionale e il residenziale, ma anche iperqualificazione, elaborazione di nuovi servizi e aggressione di nicchie ultraspecializzate.
Queste le strategie che stanno mettendo a punto gli operatori della Vigilanza Privata, nel tentativo di rispondere da un lato ai morsi della recessione, e dall’altro alle rimodulazioni qualitative imposte dalla riforma. Del resto, innovare in un settore labour intensive significa per forza investire sul capitale umano, se non ci si vuole limitare ad incrementare il versante tecnologico (che comunque esige del personale ben formato per poter essere manovrato).

In questa direzione si inquadrano i servizi di sicurezza ad alto valore aggiunto, come quelli aeroportuali, portuali e svolti nelle stazioni ferroviarie. Un business certamente interessante…con alcuni se e ma.
Sull’argomento abbiamo sentito Marco Mazzanti, membro dell’Aviation Security Committee nel CoESS e titolare di Scuola Security.

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