Guardie giurate e portieri fanno mestieri diversi: il Ministero lo dica

La Vigilanza Privata è costante oggetto di disinformazione e colpevoli silenzi di un Ministero dell’interno che tace di fronte ad abusi manifesti e clamorose violazioni. Un drammatico fatto di cronaca, come quello della guardia giurata ferita da un collega all’interporto Santa Palomba, è stato riportato dai media come esempio di pressappochismo operativo del settore. Ma l’assalitore pare fosse un operatore fiduciario, ancorché adibito ad una sorveglianza notturna in un luogo sensibile – per il quale, in teoria, servirebbe una gpg. Ma la professionalità di una giurata giurata costa e l’utenza se ne accorge solo quando ci scappa il morto. Così è successo per Trenord e speriamo non succeda agli Uffizi di Firenze, che perseverano a voler assumere portieri (ma non è bastata via dei Georgofili?). Luigi Gabriele, Presidente di UNIV e Federsicurezza, non ci sta.

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Uffizi: portierati al posto di guardie giurate (la saga continua)

Ma il direttore degli Uffizi ci è o ci fa? Perché insiste a impiegare portieri al posto di guardie giurate per controllare gli accessi di un sito sensibile come una galleria d’arte che ce la invidia mezzo mondo.. Ma ci sta: è un critico d’arte, mica è il ministro dell’interno. La domanda piuttosto è: cosa aspetta il Viminale a spiegare che alcuni servizi sono esclusivi della vigilanza privata e non può essere il direttore degli Uffizi a decidere chi deve fare cosa? Il nostro Bastiancontrario comincia a spazientirsi.

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Portieri negli uffici pubblici? Un’interrogazione parlamentare

Dopo gli Uffizi, stavolta è la Provincia di Latina ad affidare a portieri – in barba alla normativa di settore – i servizi di sicurezza delle sedi e degli ambienti di lavoro, con tanto di presidio degli accessi, gestione dei flussi e identificazione e registrazione dei visitatori. Inutile ricordare a noi stessi che, trattandosi di committenza istituzionale, sarebbe obbligatorio utilizzare delle guardie giurate: forse sarebbe meglio ricordarlo alla Ministra Lamorgese. Ci ha pensato il Deputato e capo gruppo della Commissione VI – Finanze Raffaele Trano con un’interrogazione che chiede di disporre una verifica generalizzata sugli enti pubblici obbligati a ricorrere a servizi di  vigilanza privata.

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Portierati nei musei: la vigilanza privata insorge

E’ fresco di emanazione il bando (europeo!) diramato dalla Galleria degli Uffizi per affidare i servizi di controllo degli accessi all’area museale, anche tramite l’uso di macchine radiogene e di rilevatori di metalli. Un caso di  scuola del DM “capacità tecnica”, che annovera i musei tra gli obiettivi sensibili ed esplicita che per tali siti e per attività di vigilanza attiva sia necessario l’impiego di guardie giurate e non portierati. Peccato che agli Uffizi non lo sappiano o facciano finta di non saperlo. Fatto sta che le Associazioni di Vigilanza Privata UNIV, ANIVP e LEGACOOP Produzione e Servizi hanno chiesto che la gara venga annullata ed emendata secondo la legge vigente.

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Controlli sì, ma prima ancora regole: Bastian Contrario commenta la circolare antiabusivismo

Dopo la recente circolare contro l’abusivismo nella vigilanza privata, il nostro Bastian Contrario ci ha mandato un articolo più irreverente e biforcuto che mai. Sembra infatti che le tante “novità” del Dipartimento di Pubblica Sicurezza siano fuffa: tutto è già stato fatto, verificato, sottolineato e puntualizzato (con scarsi risultati invero, ma non sottilizziamo). Aldilà della vis polemica, Bastian Contrario lancia una proposta: oltre all’attività di contrasto delle violazioni (che resta peraltro ancora tutta da vedere), non sarebbe l’ora di disciplinare i servizi fiduciari, soprattutto sotto il profilo salariale? Perchè è chiaro che finché i portierati “continueranno ad essere pagati a cifre vergognose, ci sarà sempre chi li utilizzerà al posto della vigilanza privata”. Che ne pensate?

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