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ROMA – Dopo stazioni, aeroporti e porti, perchè non far salire le guardie giurate anche in barca? E’ la proposta del deputato Gregorio Fontana (PdL), che rileva che le navi mercantili italiane sono particolarmente vulnerabili, non potendo disporre di personale armato a bordo (cosa invece ammessa dalle legislazioni di gran parte degli altri paesi). L’On. Fontana chiede quindi che il Parlamento esamini urgentemente la proposta di legge di cui egli è promotore (n° 3406 – Disposizioni concernenti lo svolgimento di servizi di vigilanza privata per la protezione delle navi mercantili italiane in altomare contro gli atti di pirateria). La proposta prevede la possibilità per gli armatori di imbarcare personale armato per garantire la sicurezza sulle navi.

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Ne parliamo con Vincenzo Acunzo, Sost. Commissario della Polizia di Stato e membro del Nucleo Ispettori esperti per la sicurezza dell’aviazione civile contro gli atti d’interferenza illecita.

Pochi giorni di pubblicazione in G.U. ed è subito polemica per il DM 154- 2009: secondo gli operatori portuali, l’affido della security portuale alle gpg rischierebbe infatti di paralizzare i terminal. Vogliamo chiarire quali sono le novità più rilevanti del “decreto incriminato”?
Come noto, l’art. 18 del decreto legge 27 luglio 2005, n.144 (poi convertito nella legge 31 luglio 2005, n.155), recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale, ha consentito l’affidamento alle guardie giurate – sia dipendenti dai gestori sia da istituti di vigilanza privata – dei servizi di sicurezza sussidiaria nell’ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie, dellestazioni delle ferrovie metropolitane nonché nell’ambito delle linee di trasporto urbano. Continua a leggere

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