Steward “urbani” per controllare il territorio: e la vigilanza privata?

Un DDL della Regione Friuli Venezia Giulia in materia di sicurezza e polizia locale affida agli “steward urbani” le attività finalizzate a migliorare la percezione di sicurezza della cittadinanza, facilitare la fruibilità e la vivibilità degli spazi pubblici. Queste figure dovranno operare entro i limiti individuati dalla norma nazionale, con compiti sussidiari e sotto la direzione della polizia locale. Ok, ma perchè gli steward, che dovrebbero stare negli stadi? E a proposito: chi sono gli steward “urbani”? Quali competenze hanno? Siamo d’accordo che queste forme di controllo del territorio non siano propriamente servizi a tutela dei beni mobili e immobili (che sarebbe la tipica attività delle guardie giurate), ma tanto meno possono essere assimilabili ai servizi di sicurezza negli stadi (che sarebbe il territorio elettivo degli steward) o ai controlli nei locali di pubblico spettacolo (che sarebbe appannaggio degli ex-buttafuori). E in questo DDL a noi sembra che si parli – vogliamo chiamarla con il suo nome? – di protezione della persona. E’ stato dunque sdoganato questo totem?

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Rinnovo CCNL Vigilanza privata: portierati, steward e buttafuori sì, investigatori no

Piccoli passi avanti per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari. L’incontro del 15 Gennaio pare infatti aver visto una condivisione sulla sfera di applicazione del nuovo contratto, che potrebbe comprendere le figure disciplinate dal DM 269/2010 e dalle norme speciali (steward e addetti alle attività di intrattenimento e spettacolo) e la vasta pletora dei servizi di security disarmata. Semaforo rosso invece per le investigazioni private, pur incluse nel DM 269/2010, in quanto difficilmente inquadrabili nella contrattualistica per la loro struttura più tipicamente assimilabile alla libera professione che all’impresa di sicurezza.

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Rinnovo CCNL Vigilanza Privata: solito punto

Se volevate novità sul rinnovo del contratto collettivo della vigilanza privata non ne troverete nemmeno stavolta. Il 2 Ottobre scorso c’è stato l’ennesimo incontro tra le Parti Sociali e si è parlato (indovinate un po’?) della sfera di applicazione, visto che il nuovo CCNL dovrebbe disciplinare non solo le guardie giurate ma anche gli ex buttafuori, gli steward e i portierati (…l’avevamo già detto? Ah sì).

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Anche Steward e buttafuori nel CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari?

Prosegue il confronto tra le parti sociali per il rinnovo del CCNL Vigilanza privata e Servizi Fiduciari con la riunione del 15 febbraio scorso. Come già convenuto, le Associazioni più rappresentative della categoria hanno presentato ai Sindacati una bozza sulla nuova sfera di applicazione del Contratto, allargata ora ad altre attività di sicurezza, disarmate ma normate dal DM 269/2010 (steward e servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi – ex “buttafuori“). Il documento definisce in maniera più accurata le tipologie di attività accessorie e funzionalmente collegate alla prevalente attività di security che potranno essere svolte. Una chiarezza necessaria, anche solo per dare una battuta d’arresto ai capitolati di gara e alla stessa proliferazione di sedicenti “contratti collettivi di settore” che sull’equivoco giocano assai efficacemente. 

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CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari: rinnovarsi per crescere

Corsi e ricorsi storici. Nella contrattazione di categoria ciclicamente si ripropongono dei temi cardine: uno di questi è la corretta collocazione dei benedetti servizi fiduciari. Dentro o fuori al CCNL della vigilanza privata? Se devono stare dentro, perché non infilarci pure altre funzioni e professionalità? Ma se poi stanno tutte dentro al contratto, non si finirà per inquinare la natura – e il costo del lavoro – della stessa guardia giurata? E se invece i servizi fiduciari devono stare fuori dal contratto della vigilanza, lo stesso non diverrà poi poco competitivo rispetto ad altri contratti presi strumentalmente a prestito vola a volta? Non sono domande oziose, poiché nel corso degli anni queste strade si sono provate tutte, spesso facendosi molto male. L’unico ancoraggio sicuro è che i bandi per le grandi committenze, anche pubbliche, richiedono quasi sempre dei servizi di sicurezza “integrati”.

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