Trasporto valori in crisi per la demonizzazione del contante

Su Change.org circola una petizione per abolire il contante, ritenuto “sporco sia dentro che fuori”, a favore delle sole transazioni elettroniche. Oltre al rischio Covid, la nota piattaforma di petizioni attribuisce infatti alla circolazione di monete e banconote un ruolo di spicco nella crescita degli affari della criminalità organizzata e dell’evasione fiscale. Accuse di sicura presa pubblica e che tuttavia dimenticano che il rischio di contagio a mezzo contante è identico a quello in cui si incorre digitando un PIN e che molti consumatori, soprattutto le fasce più deboli, non dispongono di altri mezzi di pagamento. Ma soprattutto, rammenta Assovalori (Associazione delle aziende del trasporto valori), questa demonizzazione potrebbe mettere definitivamente in ginocchio un settore che occupa migliaia di dipendenti.

Continua a leggere

Coronavirus: il contante è a rischio quanto il bancomat ma lo stigma colpisce il trasporto valori

Banconote e monete stigmatizzate dal Covid19: portano il virus, trasmettono il contagio, non sono sicure. E invece no. Che si tratti di cliente o di addetto alla cassa, chi maneggia bancomat o carte di credito deve adottare le stesse precauzioni che utilizzerebbe con il contante, ossia lavarsi le mani e minimizzare il contatto con qualunque superficie. Il rischio è in sostanza identico. Ma la campagna denigratoria in atto è virale e sta danneggiando un comparto, quello della gestione e del trasporto di valori e di contante, che rappresenta un servizio essenziale per tutti i paesi – Italia inclusa.

Continua a leggere

Trasporto valori, distanze di sicurezza e mascherine: accordo (quasi) trovato

Nel trasporto di valori come si fa a mantenere le distanze prescritte di almeno 1 metro  tra una guardia giurata e l’altra, quando la legge prescrive la presenza fino a tre operatori nel mezzo blindato in base alla somma trasportatata? E come si fa a dotare le guardie giurate di mascherine, se sono introvabili anche negli ospedali? La situazione, aggravata dall’approssimarsi della data di ritiro delle pensioni e dalle proteste dei lavoratori del comparto, ha portato le associazioni di categoria a minacciare addirittura la serrata, in caso di esaurimento delle scorte di dispositivi di protezione.  E l’appello non è rimasto inascoltato.

Continua a leggere

Trasporto valori e distanza di un metro: come si fa senza mascherine? Stop dal 19 marzo senza DPI

Il protocollo sulle misure per il contenimento del virus Covid -19 negli ambienti di lavoro siglato il 14 marzo scorso dispone al punto 6 che “qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, ecc.) conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie”. Benissimo. Ma come si fa se le scorte sono esaurite ed è impossibile rifornirsi, visto che ormai questi presidi di sicurezza sono introvabili, anche grazie a partner europei che ci sbattono le frontiere in faccia e bloccano gli approvvigionamenti verso l’Italia? Nel comparto vigilanza privata, il problema si presenta soprattutto nel trasporto valori che, in base alle somme trasportate, impone la presenza di massimo tre guardie giurate all’interno dei mezzi blindati…che ovviamente non possono rispettare la distanza di sicurezza. Senza mascherine, come si fa?

Continua a leggere

Custodia e trasporto valori: provvedimento di Bankitalia

Bankitalia ha emanato un provvedimento in materia di adeguata verifica della clientela e di conservazione dei dati e delle informazioni per le imprese di custodia e trasporto di contante, titoli e valori tramite guardie giurate. Il provvedimento richiama l’approccio basato sul rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, specificando che la frequenza e l’estensione dell’adempimento vanno adeguati all’effettiva esposizione a tali eventualità. Esistono comunque dei criteri generali, enucleati nel decreto antiriciclaggio (Dlgs 125/2019) e ripresi da Bankitalia.

Continua a leggere