Vigilanza privata, è sciopero

sciopero guardie giurate

ROMA – Le organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil, considerando inaccettabili le proposte datoriali e registrando il perdurare dell’indisponibilità aziendale a ricercare soluzioni condivise per la positiva conclusione del negoziato di rinnovo del contratto nazionale, hanno proclamato lo sciopero dei 50.000 lavoratori della vigilanza privata per la giornata dell’8 ottobre, con proteste articolate a livello locale.

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Cambi d’appalto, Filcams Cgil e Uiltucs Uil:”Servono norme chiare”

Prendendo spunto dalla vicenda del cambio d’appalto nel servizio di vigilanza selle sede Rai, i sindacati Filcams Cgil e Uiltucs Uil chiedono una norma regionale chiara che assicuri la continuità lavorativa ai dipendenti della ditta uscente.
In particolare, nel caso del settore della vigilanza, i sindacati chiedono anche l’istituzione di un albo prefettizio delle guardie giurate.
Ricapitolando tutta la questione, ciò che ha creato e sta creando incertezza e confusione tra i lavoratori è il cambio d’appalto nel servizio di vigilanza della sede Rai.

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Nasce un contratto ad hoc per la vigilanza disarmata!

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Ne parliamo con Parmenio Stroppa,
Presidente E.Bi.N.Vi.P.Ente Bilaterale Nazionale Vigilanza Privata

Se con l’accordo separato il CCNL diventa un contratto di regole, la partita economica si gioca ora sui tavoli territoriali. E’ per questo che si sente parlare di aumenti ridotti all’osso, in taluni casi addirittura di “contratto in perdita”?
L’accordo separato prevede unicamente che il CCNL studi e ratifichi delle soluzioni relative alla parte regolamentare e che la parte economica si riferisca non più all’inflazione programmata, bensì ad un altro parametro – comunque oggettivo e prevedibile – ossia l’IPCA (Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione), un indice che in prospettiva porterà ad un sensibile miglioramento delle attuali condizioni. I contratti “in perdita” non sono nemmeno ipoteticamente ammissibili: è la stessa Costituzione a sancire il diritto dei lavoratori a non subire modifiche in pejus del proprio trattamento.

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