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ROMA – Assemblea straordinaria per UNIV, già Unione Nazionale Istituti di Vigilanza ed oggi ribattezzata “Unione Nazionale Imprese di Vigilanza”, a testimoniare il nuovo approccio di fatto necessario per stare in un mercato sempre più fluido, dinamico ed esigente. Un nuovo approccio che si riflette anche nell’impostazione di UNIV, aderente a Federsicurezza, sul tavolo del rinnovo contrattuale: “le evoluzioni normative intercorse e la fluidità della domanda, sempre più esigente e tecnologica, non ammettono più anacronismi o rinvii. Il contratto di lavoro deve diventare strumento di competitività per le imprese e di tutela per i lavoratori” – dichiara Luigi Gabriele, Presidente di UNIV. Continua a leggere

anna-maria-domeniciSi prospetta un autunno caldissimo per la vigilanza privata italiana. Da un lato la trattativa per il rinnovo contrattuale sembra essere intenzionata a partorire un elefante (ma il timore è che partorisca il consueto topolino o forse nemmeno quello, visto l’immobilismo delle ultime trattative), dall’altro i movimenti di mercato, che vedono ormai in dirittura d’arrivo un essenziale “passaggio di consegne” che polarizzerà ulteriormente il comparto. E la prospettiva di incontrare nientemeno che il Ministro Minniti per prospettargli nuove opportunità di business e di sviluppo per il settore. Insomma: c’è parecchia carne al fuoco.
Ne abbiamo parlato con il Segretario Generale di UNIV (Unione Nazionale Istituti di Vigilanza), Annamaria Domenici.

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L’Assemblea Generale dell’UNIV, Unione Nazionale Istituti di Vigilanza aderente a FederSicurezza, ha rappresentato un importante momento di sintesi e di confronto sull’ultimo biennio ed il bilancio è stato molto positivo. Per il Segretario Generale Anna Maria Domenici “2016 e 2017 sono stati gli anni di maggiore crescita dell’Associazione. Con una pluralità di aziende che impiegano dai 7 ai 7.000 dipendenti, possiamo affermare di essere la prima Associazione per rappresentatività”. Continua a leggere

Corsi e ricorsi storici. Nella contrattazione di categoria ciclicamente si ripropongono dei temi cardine: uno di questi è la corretta collocazione dei benedetti servizi fiduciari. Dentro o fuori al CCNL della vigilanza privata? Se devono stare dentro, perché non infilarci pure altre funzioni e professionalità? Ma se poi stanno tutte dentro al contratto, non si finirà per inquinare la natura – e il costo del lavoro – della stessa guardia giurata? E se invece i servizi fiduciari devono stare fuori dal contratto della vigilanza, lo stesso non diverrà poi poco competitivo rispetto ad altri contratti presi strumentalmente a prestito vola a volta? Non sono domande oziose, poiché nel corso degli anni queste strade si sono provate tutte, spesso facendosi molto male. L’unico ancoraggio sicuro è che i bandi per le grandi committenze, anche pubbliche, richiedono quasi sempre dei servizi di sicurezza “integrati”. Continua a leggere

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