Vigilanza Economica

Rubrica che tratta, con l’aiuto di esperti, temi economici d’interesse per la vigilanza privata, il trasporto valori e le investigazioni private.
Sei un esperto? Sottoponi alla redazione i tuoi articoli tecnici: vogliamo far sentire anche la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

prigione-cellaUn visionario come Oscar Farinetti, inventore del marchio Eataly e promotore del megaprogetto di parco agroalimentare in una Bologna orfana ormai anche del figliol prodigo Motor Show, ritiene che la sicurezza abbia un futuro, e pure un presente. Basta avere coraggio e pensare innovativo. Lo ha detto ad un incontro organizzato da Assovalori: riprendendo un concetto enunciato anche dal Presidente di Assiv qualche giorno prima, Farinetti ha parlato di introdurre le gpg nelle carceri.
Un tema, spiace dirlo, che di innovativo ha ben poco. Se ne parla infatti almeno da vent’anni, tanto che la Sipro, nel lontano 1996, aveva già presentato al ministero dell’Interno un articolato progetto di cost-saving per lo Stato basato proprio sull’utilizzo di guardie giurate nelle carceri e mutuato da un’esperienza estera consolidata come quella americana. Era un progetto integrato di edilizia carceraria, tecnologie di sicurezza e vigilanza privata.
Inutile dire che finì male: la cortina di ferro tra pubblico e privato era allora fittissima e parlare di affidare le carceri a degli operatori privati suonava come una bestemmia alle orecchie di un ministero legato ad un TULPS classe 1934. Ma oggi la risposta ministeriale potrebbe essere diversa.

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ricerca Assiv/Clarium su andamento 2010-2012 e CIGROMA – Che fossimo messi male già lo sapevamo, ma forse non immaginavano quanto fossimo messi male. Nell’ultimo triennio nel comparto della vigilanza privata sono calati margini e redditività: (anche perchè i clienti esigono sconti ai limiti della sopravvivenza aziendale e allungano sempre di più i tempi del pagamento) e ovviamente è cresciuto il ricorso alla cassa integrazione. Il picco negativo si è registrato nel 2012, con le peggiori performance del triennio.
Questa è la fotografia della vigilanza privata che emerge da una ricerca presentata ieri durante l’Assemblea annuale dell’ASSIV.
L’analisi del conto economico aggregato di settore, dopo un lieve miglioramento tra 2010 e 2011, mostra infatti un netto peggioramento nel 2012 sia per i margini operativi (Ebitda), scesi del -17,5%, sia in termini di redditività, con l’utile netto aggregato sceso del -133,7% rispetto al 2011. Dai dati emerge poi una maggiore difficoltà finanziaria delle aziende del comparto, evidenziata da un aumento del peso dei crediti commerciali, che nel 2012 hanno inciso per il 44% sull’attivo patrimoniale e sono cresciuti del 23% sul 2011, a fronte di un andamento quasi stabile del valore della produzione. In calo risultano anche le tariffe orarie applicate ai clienti in fase di rinnovo di contratto. Nel 2011 gli sconti concessi ai clienti sono stati in media del -6,81% rispetto al precedente contratto, con una punta del -37,5% rilevata nel campione esaminato. I tutti i casi allo studio, inoltre, le nuove tariffe applicate risultano inferiori al costo medio del personale previsto dal contratto nazionale di lavoro vigente nel 2011.
Un aspetto drammatico e da analizzare attentamente. Continua a leggere

In origine gli istituti di vigilanza offrivano servizi estremamente semplici: tutti ricordano i vecchi film in cui le guardie giurate effettuavano il servizio di ronda notturna nelle buie vie delle nostre città, illuminate soltanto dai fanalini delle biciclette degli uomini in divisa.
Erano gli anni del dopoguerra, il tempo del “miracolo italiano” grande crescita economica e importanti conquiste sociali. Allora il fine principale della guardia era quello di sorvegliare l’abitazione o la piccola attività commerciale per scoraggiare i malintenzionati, compiti svolti in modo rudimentale ma efficace, visto anche l’espansione che il settore ha registrato negli anni a venire. Oggi si va ben oltre il servizio ispettivo notturno.
Attualmente gli istituti di vigilanza hanno l’ambizioso obiettivo più o meno dichiarato di contribuire a creare l’ambiente favorevole allo sviluppo dell’attività economica in generale.
Si pensi ad esempio al servizio di portavalori, alla contazione di denaro, alla gestione centralizzata delle segnalazioni d’allarme di intere catene di supermercati.
In questo nuovo scenario non sorprende che alcuni gruppi di istituti, a livello nazionale, abbiano ampliato la loro offerta di servizi introducendo attività di supporto alle aziende come: Business Continuity e Disaster Recovery.

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simone-pavarinLe imprese operanti nel settore Vigilanza Privata soffrono la crisi come tutte le altre aziende italiane, ma con delle specificità particolari che in parte limitano, o in taluni casi annullano, gli effetti della contrazione dei consumi. Innanzitutto le imprese del settore vendono un prodotto, la “sicurezza”, la cui domanda aumenta all’inasprirsi della recessione. La disoccupazione diffusa, nuove aree di povertà, l’aumento dei crimini comuni, generano quel “senso di disagio” che solo professionisti specializzati possono arginare. Continua a leggere

ROMA – ANISI, Associazione Nazionale Imprese Servizi Integrati, scrive al Consip per avere più chiarezza sulle procedure di affidamento di servizi ausiliari, fiduciari e integrati alle imprese pubbliche e private mediante Bandi del Mercato Elettronico della PA. Possibilmente chiede un bando specifico per questi servizi, che spesso scivolano per analogia all’interno di definizioni troppo generiche, col rischio – come è accaduto a molte associate ANISI – di non essere nemmeno presi in considerazione dalle stazioni appaltanti.
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