Italian Security Leaders 2011, Top 25: un’indagine targata a&s Italy e KF Economics

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 La rivista a&s Italy, leader nell’editoria tecnica per il settore security, in collaborazione con l’analista KF Economics (Gruppo K Finance), hanno stilato la prima “Top 25” dei protagonisti del mercato italiano della sicurezza tecnologica. L’indagine mostra le performance dei player che dominano il mercato italiano delle tecnologie per la sicurezza, fornendo indici essenziali per inquadrare lo stato di salute e le tendenze che governano il comparto, ma anche per fare scounting tese ad operare fusioni ed acquisizioni o nuove partnership. Un aspetto particolarmente rilevante per una vigilanza privata che raramente può “innovare” senza proporre delle soluzioni tecnologiche evolute.

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Vigilanza privata: crolla tutto – margini, tariffe, occupazione

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ROMA – Crolla tutto: redditività (- 62%), margine operativo (-6,5%), tariffe applicate (-14,09%) e pure la domanda. In “compenso” crescono i costi, quindi l’indebitamento delle imprese (+8,5%), e di conseguenza crescono anche disoccupazione (+35%) e cassa integrazione per le guardie giurate (+167%).
Uno scenario desolante quello dipinto dall’indagine sull’andamento economico della vigilanza privata commissionato dall’ASSIV. La crisi non risparmia nessuno e chi soffre di più sono gli Istituti di Vigilanza medi e piccoli. Il dramma è che queste rilevazioni si riferiscono al biennio 2008-2010, quindi alla prima ondata recessiva. Cosa emergerà dai bilanci 2011 e soprattutto 2012?

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Rapporto Federsicurezza 2012: la vigilanza privata non produce utili

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ROMA – Un “senza titolo” denso di contenuti quello presentato da Federsicurezza il 17 maggio nel suo Rapporto 2012. Contenuti drammatici, visto che, a fronte di un aumento degli Istituti di Vigilanza (da 933 a 966 unità), il fatturato del 2010 è rimasto fermo a 2,7 miliardi di euro. Le imprese, schiacciate tra un costo del lavoro che copre il 70% delle spese totali e da un forte indebitamento, non producono più utili. Risultato? Nel 2010 un’azienda su tre ha chiuso in perdita e si sono perse 3000 guardie giurate: alcune sono state rimpiazzate da servizi fiduciari, altre sono per la strada, come dimostrano i dati allarmanti sulla cassa integrazione.

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Vigilanza privata, private equity e multinazionali: scenari futuri e strategie degli investitori

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Dopo un periodo di forte interesse delle private equity verso il settore della vigilanza privata (gli “anni d’oro” 2004-2008: clicca qui per approfondimenti) il mercato si è fermato, essenzialmente per carenza di finanziamenti bancari. A fine 2011 due transazioni di private equity hanno riaperto il mercato, con l’acquisizione di La Patria e la partecipazione in Allsystem. La domanda è: che succederà adesso?
Quale sarà il futuro prossimo della vigilanza in Italia e quali saranno le strategie degli investitori?
Le multinazionali estere sbarcheranno in Italia? E sarà un bene o un male assoluto per il settore?
L’abbiamo chiesto a Silverio Davoli di Cross Border, Advisor per cessioni e acquisizioni societarie leader nel settore sicurezza in Italia (ha assistito i proprietari dell’IVRI, l’acquirente di Sicurglobal e altre operazioni più piccole).

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Quale mercato per quale vigilanza?

vigilanza-privata-2-punto-zeroLa vigilanza privata è un settore di interesse nazionale o svolge una comune attività di impresa assoggettata alle regole del mercato? Dopo 78 anni di TULPS e una riforma epocale, è tuttora questo l’interrogativo sul quale si dibatte un settore a mezza via tra la pubblica funzione e il libero mercato, perché da questo snodo si dipartono una serie di conseguenze cruciali: se la sicurezza privata è un settore gestito, è corretto che sia vigilata – ma anche indirizzata – in modo dirigistico; se invece è assoggettata alle libere regole del mercato, allora deve poter utilizzare creativamente strumenti mutuati da altri settori.
Attualmente la vigilanza privata italiana non è né l’uno né l’altro.
Quindi non è in grado di produrre marginalità, né di far fronte alle nuove esigenze del mercato, ai robusti competitor in arrivo e al riassetto che, inevitabilmente, riorganizzerà la scacchiera competitiva del domani. Questa la sintesi di un – unico, a memoria di comparto – momento di riflessione tra i player del mercato, in cui dieci top manager della vigilanza italiana si sono confrontati per disegnare i contorni di un settore destinato a cambiare pelle.

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