Vigilanza Fiscale

Rubrica che tratta, con l’aiuto di esperti, temi fiscali – amministrativi d’interesse per la vigilanza privata, il trasporto valori e le investigazioni private.
Sei un esperto? Sottoponi alla redazione i tuoi articoli tecnici: vogliamo far sentire anche la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

Da un bell’articolo di Fisco Oggi, Rivista Telematica dell’Agenzia delle Entrate, firmato da Giovambattista Palumbo, si evince che, in materia di Iva e imposte dirette, le prestazioni dei consorzi in favore dei propri associati costituiscono operazioni imponibili e reddito d’impresa, se sono effettuate dietro pagamento di un corrispettivo che eccede i costi di diretta imputazione. Anche in caso di servizi di vigilanza privata sui beni degli associati resi tramite guardie giurate: l’esenzione Iva per la vigilanza è infatti limitata alle prestazioni rese dalle guardie giurate quali lavoratori autonomi.

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A decorrere dalla retribuzione del mese di settembre 2018, il versamento della contribuzione mensilmente dovuta per ciascun lavoratore iscritto al Fondo FASIV potrà essere effettuata, entro il giorno 16 del successivo mese di ottobre, tramite modello di pagamento unificato F24, Codice FAVP (Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 49/E del 4 luglio 2018). Pertanto, a seguito della rivisitazione della modalità di contribuzione al Fondo, il versamento del contributo avverrà con cadenza mensile per mese di competenza. Continua a leggere

agenzia-entrateL’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 49/E del 4 luglio 2018, ha istituito la causale contributo “FAVP”, denominata “Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Vigilanza Privata – FASIV”, per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al Fasiv. Tramite la convenzione del 30 maggio 2018, sottoscritta da INPS e il Fondo FASIV, era stato infatti affidato all’INPS il servizio di riscossione, tramite F24, dei contributi per il finanziamento del fondo stesso. A partire dalla retribuzione del mese di settembre 2018 sarà quindi possibile versare il contributo tramite modello F24: in attesa, però, che l’INPS pubblichi una circolare con le istruzioni per il servizio di riscossione dei contributi a mezzo F24, la modalità di contribuzione resterà quella del bonifico bancario. Continua a leggere

agenzia-entrateDal 18 aprile è aperto il canale telematico di accesso ai dati della dichiarazione precompilata 2017: resterà attivo fino al 24 luglio (ultimo giorno per presentare il modello tramite web app. In autunno saranno comunque possibili correzioni e integrazioni attraverso Caf e intermediari abilitati). Tra le tante novità, debuttano nel 730 precompilato le spese sostenute nel 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme o connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza privata. Per queste spese, volte a prevenire atti criminosi, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 100%.

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agenzia-entrateDa oggi 20 febbraio fino al 30 marzo 2017 sarà possibile inviare le domande relative al bonus fiscale per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza, allarme e relativi contratti con istituti di Vigilanza Privata di cui abbiamo già ampiamente riferito. I criteri e le procedure  per fruire del credito d’imposta, introdotto dalla legge di Stabilità 2016 e relativo alle spese per la sicurezza affrontate dai privati nell’anno passato, sono reperibili nel decreto del ministero dell’Economia del 6 dicembre 2016: basta collegarsi al sito delle Entrate e inviare la richiesta (anche tramite intermediario) usando il software “Creditovideosorveglianza”. Nella domanda vanno indicati: codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, numero, data e importo delle fatture (Iva inclusa), precisando se sono relative a un immobile “promiscuo”, cioè ad uso abitativo/professionale. In quest’ultimo caso, si rammenta che il credito spetta solo nella misura del 50%. Continua a leggere

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