Vigilanza Fiscale

Rubrica che tratta, con l’aiuto di esperti, temi fiscali – amministrativi d’interesse per la vigilanza privata, il trasporto valori e le investigazioni private.
Sei un esperto? Sottoponi alla redazione i tuoi articoli tecnici: vogliamo far sentire anche la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

agenzia-entrateL’Agenzia delle entrate, con risoluzione n. 49/E del 4 luglio 2018, ha istituito la causale contributo “FAVP”, denominata “Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Vigilanza Privata – FASIV”, per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al Fasiv. Tramite la convenzione del 30 maggio 2018, sottoscritta da INPS e il Fondo FASIV, era stato infatti affidato all’INPS il servizio di riscossione, tramite F24, dei contributi per il finanziamento del fondo stesso. A partire dalla retribuzione del mese di settembre 2018 sarà quindi possibile versare il contributo tramite modello F24: in attesa, però, che l’INPS pubblichi una circolare con le istruzioni per il servizio di riscossione dei contributi a mezzo F24, la modalità di contribuzione resterà quella del bonifico bancario. Continua a leggere

agenzia-entrateDal 18 aprile è aperto il canale telematico di accesso ai dati della dichiarazione precompilata 2017: resterà attivo fino al 24 luglio (ultimo giorno per presentare il modello tramite web app. In autunno saranno comunque possibili correzioni e integrazioni attraverso Caf e intermediari abilitati). Tra le tante novità, debuttano nel 730 precompilato le spese sostenute nel 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme o connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza privata. Per queste spese, volte a prevenire atti criminosi, è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 100%.

Continua a leggere

agenzia-entrateDa oggi 20 febbraio fino al 30 marzo 2017 sarà possibile inviare le domande relative al bonus fiscale per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza, allarme e relativi contratti con istituti di Vigilanza Privata di cui abbiamo già ampiamente riferito. I criteri e le procedure  per fruire del credito d’imposta, introdotto dalla legge di Stabilità 2016 e relativo alle spese per la sicurezza affrontate dai privati nell’anno passato, sono reperibili nel decreto del ministero dell’Economia del 6 dicembre 2016: basta collegarsi al sito delle Entrate e inviare la richiesta (anche tramite intermediario) usando il software “Creditovideosorveglianza”. Nella domanda vanno indicati: codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, numero, data e importo delle fatture (Iva inclusa), precisando se sono relative a un immobile “promiscuo”, cioè ad uso abitativo/professionale. In quest’ultimo caso, si rammenta che il credito spetta solo nella misura del 50%. Continua a leggere

trasporto-euroL’emendamento alla Legge di Stabilità 2016 prevede un bonus, in forma di credito d’imposta, per chi installi sistemi di videosorveglianza (telecamere e apparati di registrazione) e/o stipuli contratti con Istituti di vigilanza privata per proteggere la propria abitazione. Per le installazioni di sicurezza poste in essere fine a fine 2015, i cittadini quindi ancora usufruire solo della detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie, mentre dal 1° gennaio 2016 dovrebbe partire il credito d’imposta. Ma attenzione: lo stanziamento di 15 milioni di euro è destinato solo a cittadini privati, non titolari di partita IVA, che sostengano spese per la sicurezza della propria famiglia e della propria abitazione. Continua a leggere

ivaAvevamo già parlato di servizi di vigilanza privata e del regime IVA da applicare. Resta però un nodo da sciogliere ed è relativo ai nuovi servizi di sicurezza antipirateria operabili a mezzo guardie giurate.  L’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un interpello risolvendo i dubbi degli armatori: poiché il servizio di vigilanza armata presenta un nesso funzionale diretto con i bisogni della nave, se i servizi sono forniti direttamente all’armatore, possono fruire del regime di non imponibilità previsto dall’art. 8 – bis, primo comma, lett. e- bis) del Dpr n. 633 del 1972. Continua a leggere

Network
Pagina  Facebook GooglePlus Twitter Linkedin Youtube RSS Mail
I Video
Video
Video