Il social distancing spetta alle guardie giurate oppure no?

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Guardie Particolari Giurate che contesta un nostro articolo, nel quale Federsicurezza, nel commentare il DPCM 24 Ottobre, annuncia una convenzione con Confcommercio per garantire servizi di vigilanza privata e controllo del social distancing a condizioni di favore per le attività commerciali, di ristorazione e di intrattenimento già duramente penalizzate dal COVID. Senza entrare nel merito delle osservazioni del Presidente Giuseppe Alviti, e sicuramente convenendo con lui sulla necessità di rinnovare un CCNL scaduto da ormai 5 anni, non possiamo esimerci tuttavia dall’esprimere qualche perplessità sul tema delle competenze: la gestione del social distancing è stata infatti affidata sin dalle fasi più acute dell’emergenza alle imprese di sicurezza e vigilanza privata, che sono state impegnate con termoscanner, braccialetti per il distanziamento e quant’altro. Ma lasciamo commentare i lettori.

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La Vigilanza Privata per l’Italia che soffre. un omaggio video di Sicurtransport

Un omaggio all’Italia che soffre ma che rinascerà da parte di Sicurcenter Bari, gruppo Sicurtransport Spa. Le emozionanti parole di Roby Facchinetti accompagnano una serie di immagini di operatori della vigilanza privata impegnati sul territorio a difesa delle imprese, degli ospedali, delle grande distribuzione, della distribuzione del contante, della salute delle persone. La vigilanza privata è un servizio essenziale per il paese e stavolta il paese se n’è accorto. In attesa della rinascita italiana, un inno al mestiere di guardia giurata.

Coronavirus: stop sciacallaggio mediatico (anche nella sicurezza privata)

Nel comparto della sicurezza privata ci sono tanti imprenditori e istituti di vigilanza privata che operano con serietà e dedizione a favore della collettività: onore quindi alle guardie giurate che con spirito di abnegazione e amore per il proprio lavoro rischiano la vita in aree estremamente esposte al contagio come ospedali, e aeroporti. Con l’aggravarsi della situazione epidemiologica si stanno però vedendo fenomeni di sciacallaggio mediatico da parte di imprese non sempre limpide nel trattamento dei lavoratori. Lo rileva l’associazione guardie particolari giurate e noi siamo d’accordo.

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Covid-19: tutta l’Italia è zona arancione

Era un’Italia tesa, confusa e col fiato sospeso quella che ieri notte ha guardato la conferenza stampa forse più drammatica mai rilasciata dal Presidente Conte. Tutta l’Italia è in emergenza sanitaria, inutile fuggire da una provincia all’altra, la zona arancione non esiste più e il peggioramento della situazione epidemiologica impone un reindirizzamento delle politiche restrittive.
Il Presidente Conte ha informato la nazione della necessità di estendere all’intero territorio italiano tutte le prescrizioni e la restrizioni inizialmente previste per la sole Lombardia e 14 province del Nord. Il DPCM 9 Marzo 2020 reca dunque nuove nuove misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus Covid-19 sull’intero territorio nazionale, con effetto dal 10 marzo 2020 al 3 aprile 2020. Di seguito il testo del decreto.

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