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Con tutto quello che sta succedendo, era logico attendersi un vero Manifesto – appello “per un reale cambiamento nel settore delle Guardie Particolari Giurate“. Lo ha messo in circolazione l’Associazione A.G.R.I. assieme all’A.N.G.G.I. (Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane). Dall’abusivismo ai corsi di formazione fittizi, dagli sconfinamenti del portierato ai turni massacranti: AGRI e ANGGI chiedono maggiore attenzione per le guardie giurate e una politica della sicurezza lungimirante, oltre allo status di pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni, entro certi ambiti. Continua a leggere

Le guardie giurate aderenti ad ANGGI, Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane, non soddisfatte delle risposte delle Istituzioni del Belpase, hanno deciso di andar dritto al cuore dell’Europa e di scrivere al Presidente della Corte di Giustizia. Motivo dell’interpellanza? La qualifica di Polizia giudiziaria. Continua a leggere

orario_di_lavoroTorniamo sull’orario di lavoro.
Ricordate che per i servizi della vigilanza privata è ammessa una deroga di legge al DLgs 66/2003?
Ricordate che l‘Italia dei Valori aveva denunciato, con riferimento a tale deroga, “l’intento di aumentare l’orario di lavoro ordinario in quanto la maggioranza dei servizi rientrerebbe in tale deroga, disapplicando la volontà del legislatore di garantire e tutelare la qualità della vita dei lavoratori”? Se non ricordate, cliccate qui per leggere l‘interpellanza dell’On. Borghesi al ministero del Lavoro.
Ebbene, la risposta è arrivata oltre un anno dopo. E’ picche.
O meglio: dice che l’orario di lavoro nella vigilanza privata è regolamentato solo dal CCNL, il quale ovviamente non può però violare la legge, a partire da quella sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori. Continua a leggere

ztl

Immaginate un furgone portavalori zeppo di soldi costretto a fare una deviazione – che allunga il percorso, addensandolo di nuovi pericoli e insidie – perchè non può entrare, nè tanto meno fermarsi, in area ZTL. Peccato che moltissimi sportelli bancari siano ubicati proprio in aree ad accesso limitato.
Ma immaginate anche un servizio di vigilanza di zona o peggio un intervento su allarme, dove il fattore tempo è cruciale: è di tutta evidenza che questi servizi, benché svolti da Istituti di Vigilanza privata, rivestano una certa valenza di ordine pubblico. Continua a leggere

euro

ROMA – Due novità in tema di cauzione: un aspetto diffusamente contestato, a più riprese e su più fronti associativi. Tanto per inquadrare la questione, l’art. 137 del Tulps (ripreso dal DM 269/2010) esige il versamento di una cauzione, come elemento di garanzia propedeutico al rilascio della licenzadi  vigilanza privata, investigazioni private e delle altre attività assoggettate all’art. 134. In caso di inosservanza delle prescrizioni imposte, il Prefetto può disporre l’incameramento della cauzione.
Il problema ovviamente non è la cauzione in sè, ma sono i parametri di determinazione delle relative coperture assicurative, oltre che delle cauzioni stesse. Parametri che non terrebbero conto della drammatica situazione finanziaria del paese e della reale consistenza delle singole imprese, con potenziali effetti distorsivi della concorrenza.
Ebbene, l’Europa sembra aver dato ragione a queste voci, bacchettando l’attuale disciplina in materia e chiedendo una ridefinizione della stessa con criteri computazionali diversi da quelli della territorialità. Continua a leggere

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