Mitra e kalashnikov pronti per l’assalto al portavalori

(SANT’ILARIO, RE) – Momenti di panico il 1 dicembre a Sant’Ilario d’Enza (Reggio Emilia), dove i carabinieri hanno inseguito e arrestato quattro malviventi che stavano progettando di rapinare, con mitragliette e kalashnikov, il portavalori dell’ufficio postale. Sono stati sparati anche alcuni colpi in aria. I quattro sono stati fermati mentre, accortisi dell’attenzione  dei carabinieri, si erano già divisi e vagavano per le strade  del paese. Ora sono tutti in carcere.

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Allarme rapine, i negozianti assoldano la vigilanza privata

Furti e rapine a ripetizione, tre negli ultimi sei giorni. I negozianti di Borgo Roma, esasperati e anche impauriti, dicono basta e si affidano alla vigilanza privata per proteggersi dai malviventi che, nonostante la presenza dei poliziotti di quartiere, continuano a bersagliare i loro negozi. Domani i componenti dell’associazione dei commercianti di quartiere «Vivi Borgo Roma», presieduta da Alberto Formenti dell’ottica Dall’Ora, si incontreranno per discutere della necessità di ingaggiare un servizio di guardia giurata per la sorveglianza costante dei negozi: soprattutto di quelli che si affacciano nel tratto di via Centro nei pressi dell’incrocio con via San Giacomo, cioè la zona finora più colpita. Alla riunione interverrà anche il presidente della quinta circoscrizione Fabio Venturi.

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Ronda fai da te a Terni di trentenni nullafacenti

(TERNI) Due nullafacenti e un venditore ambulante di Terni, probabilmente per averne illeciti vantaggi, avevano dato vita a una vera e propria ronda non autorizzata e forse cercavano di farsi passare per normali agenti. Infatti si muovevano con una Alfa 33 munita di lampeggiante di colore blu, del tipo in dotazione alle forze di polizia, nonchè di una paletta per segnalazione stradale. Indossavano pettorine rifrangenti e avevano tesserini e placche di identificazione, non autorizzate, con la scritta polizia locale.

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“Lo spione di quartiere meglio delle ronde”

MILANO) E’, se vogliamo, l’evoluzione casalinga della ronda: non si fa in strada, si fa in poltrona. Al limite buttando il naso fuori dalla finestra, guardando dallo spioncino. E se c’è il tipo strano, l’automobile sconosciuta, il ragazzotto che schiamazza, si agisce. Si segnano i numeri di targa. Si chiama la polizia.
Al posto dei vigilantes, le superportinaie. Impiccione e delatrici. Il «controllo di vicinato» è tutto qui.
E piace alla Regione Lombardia.

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Mantovano: Chi guarda le guardie

On. Alfredo Mantovano

Il sistema della sicurezza non si esaurisce col lavoro delle forze di polizia, che pure mantengono un ruolo centrale e prevalente, ma può contare su altri importanti soggetti, dalla polizia locale ai sindaci, fino alla vigilanza privata: nessuno di costoro recita una parte marginale, da ritenere di serie B o C. Ciascuno è chiamato a svolgere una parte propria, in stretta collaborazione con gli altri soggetti. In quest’ottica il Parlamento sta lavorando a una riforma della legge quadro sulla polizia locale; nella stessa ottica, da quando si è avviata la legislatura, ai sindaci sono stati conferiti nuovi e più precisi poteri, per esempio attraverso lo strumento della ordinanza di sicurezza urbana o il potere di iniziativa per l’utilizzo dei volontari della sicurezza (le cosiddette ronde).

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