Investigazioni private ai tempi del Covid19: fateci lavorare!

23 Apr 2020

di Ilaria Garaffoni

Tra i codici Ateco individuati dal Governo come attività che possono proseguire anche in tempi di lockdown, manca – nell’ambito della sicurezza privata – la serie 80.30, che rubrica le attività di investigazioni private. Un’assenza incomprensibile in quanto l’investigatore privato, per sua natura, opera in regime di massima discrezione e certamente non a contatto con il soggetto osservato.  Si tratta peraltro di un’attività di particolare ausilio alle filiere ritenute invece essenziali: studi legali, assicurazioni, ma anche PA e tutte le imprese attive, che stanno peraltro manifestando carenze di organico anche per ricorso fraudolento ai permessi speciali accordati dai decreti emergenziali.

Il D.P.C.M. del 22 marzo 2020, all’art. 1 comma 1 lettera D), prevede che “restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui alla lettera E), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa.“

Non è un caso, quindi, che qualche Istituto di investigazione privata abbia continuato ad operare, inoltrando la comunicazione di prosecuzione attività alle Prefetture ed ottenendo l’assenso, oppure basandosi semplicemente sul silenzio-assenso.
Però, ci chiede Investigazioni Protection Plus, “che ruolo riveste chi fa investigazione privata nella produzione di sicurezza nel sistema paese? Nonostante i molteplici incontri istituzionali che hanno ammesso l’utilità sociale dell’investigatore privato, il nostro Ateco è stato accantonato. Possibile che l’esercizio di questa professione debba essere legato alla sensibilità del singolo Prefetto e che non si sia pensato ad un’azione coordinata del governo centrale?”

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