Non è l’arma che fa la guardia giurata

sparo-pistolaL’articolo di Bastiancontrario sull’uso delle armi da parte delle guardie giurate e sulla possibilità di riaprire delle armerie presso gli Istituti di Vigilanza Privata ha sollevato un gran polverone, soprattutto sui social. Il tema è senza dubbio divisivo, oltre che complesso, quindi crediamo che l’unico modo per affrontarlo accantonando l’emotività sia ancorarci alla norma e cercare di illustrarl al meglioa. Rimandando a Facebook e Linkedin per le altre osservazioni, pubblichiamo qui una lettera al Direttore che – al netto dei toni coloriti, che comunque accettiamo – pone sul piatto un tema interessante sul porto d’armi per affrontare l’argomento in modo più circostanziato. Di seguito la lettera e la risposta di Bastiancontrario.

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Non “omini”, ma uomini: la lettera di una guardia giurata

Riceviamo e pubblichiamo una toccante lettera da parte di una guardia giurata, che richiama tutti (stampa inclusa) ai valori e alla delicata missione di chi svolge con passione e sacrificio questo ingrato mestiere. La lettera tocca diversi temi: dalla qualifica di incaricato di PS al CCNL scaduto nel 2015, dall’impiego di contractor al posto di personale italiano al ruolo marginale e spesso ridicolizzato dalla stampa degli uomini della vigilanza privata. Che sono uomini con un vissuto, e non “omini”.

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Federsicurezza: ancora troppi buchi nei controlli della vigilanza privata

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera al Direttore di Luigi Gabriele (Presidente di Federsicurezza), che commenta l’articolo del nostro anonimo e polemico Bastiancontrario, aggiungendo sale al dibattito.

Caro Bastiancontrario,
per mia sfortuna leggo e più leggo più mi accorgo che nel mondo dei servizi di sicurezza privata la confusione regna sovrana e, a voler pensar male, si potrebbe addirittura ipotizzare che confusione ed incultura siano condannate in superficie ma benedette sotto il pelo dell’acqua. E’ una considerazione che si preferirebbe non fare, ovviamente. Invece, purtroppo, i presupposti ci sono e trovano conferma non solo nel fatto oggetto dell’articolo di Bastiancontrario (dove l’Istituzione non può comunque essere assolta al 100%), ma anche – e ben più grandemente – nel fatto di cronaca che ha fatto alzare più di sopracciglio nei salotti romani e nel mondo vigilantino.

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Stop alle divise per gli operatori fiduciari, non è vigilanza privata

Torniamo ancora una volta sullo sconfinamento, spesso del tutto intenzionale, tra servizi di vigilanza privata operati da guardie giurate e servizi fiduciari. Uno sconfinamento che fa comodo a tutti: dalle imprese di vigilanza che si fanno dumping da sole, fino alle committenze che risparmiano sui costi del servizio. Qualcuno però propone una soluzione tanto semplice quanto, potenzialmente, efficace: togliere le divise agli operatori fiduciari, vietare le pettorine “security” e i tesserini “servizi fiduciari di sicurezza”…perché nessuna norma impone la divisa a questi operatori. Voi cosa ne pensate? Per intanto leggetevi la lettera che ci è arrivata sul tema.

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Paga da portiere, lavoro da guardia giurata: i servizi fiduciari nel mirino

Ecco un’altra Lettera al Direttore sulla drammatica condizione di chi si occupa di portierato. Un’indicibile vergogna non solo salariale (sotto i limiti costituzionali) e contrattuale, ma anche operativa. Gli operatori fiduciari sono spesso abbandonati al loro destino (e alle ire della gente o di committenti senza scrupoli), spesso senza pause e con orari molto pesanti e non di rado vengono chiamati a svolgere mansioni che sarebbero proprie delle guardie giurate. Il tutto per un salario pari a 3,80 euro all’ora. Si era parlato in passato di attivare un salario minimo per questa (come per altre) categorie di lavoratori, ma con il Covid tutto è caduto nel dimenticatoio. Ma il tempo di cambiare le cose è ora, in tempi di (si spera, prima o poi) rinnovo del CCNL di settore. Questa è la lettera.

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