Estensione di licenza di vigilanza privata, nuove regole: un boomerang?

Le note di Bastiancontrario su temi all’apparenza tecnici scatenano sempre un vivace dibattito politico. Ci riferiamo stavolta al fatto che la richiesta di estensione di licenza permetterà d’ora in poi di partire con nuovi servizi e nuove aree senza più aspettare 90 giorni per il silenzio-assenso. Un’ottima notizia per le imprese di vigilanza privata già dotate di ciò che richiede la legge per crescere; il panico per chi sfrutta i 90 giorni per barcamenarsi (adeguandosi in un secondo momento o lasciando perdere, in base alla convenienza). Il tutto con la mannaia di verifiche che potrebbero partire immediatamente. Ma quando mai, si dirà, con i soliti uffici PAS con la eco… Eppure, nonostante l’improbabilità che lo stato metta il turbo nelle verifiche, è lecito pensare ad un’occasione di rinnovamento etico per il settore? O, in seconda battuta, ad un po’ di ossigeno per le imprese… Se lo chiede il Presidente di Federsicurezza Luigi Gabriele, e noi con lui.

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Estensione della licenza di vigilanza privata: i 90 giorni sono acqua passata

Per estendere la licenza di vigilanza privata non si devono più aspettare 90 giorni: basta presentare il progetto e si possono subito operare nuovi servizi in nuovi territori. Lo dice il Consiglio di Stato. Ottimo? Ni. Perché spesso gli istituti chiedono l’estensione senza disporre, sull’unghia, di tutte le dotazioni necessarie e i 90 giorni di attesa sono un cuscinetto per temporeggiare in genere fino all’aggiudicazione dell’appalto: se va bene, l’istituto ha il tempo per adeguarsi; se va male, può sempre ritirare la richiesta. E da oggi, senza i 90 giorni di interregno, la Prefettura potrà attivare le verifiche anche il giorno dopo aver ricevuto la comunicazione. Bastiancontrario ci illustra il rovescio del diritto, dove anche ciò che pare bello non sempre si rivela tale.

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Servizi antipirateria: proroga al 31 marzo 2022

Nel quadro dei provvedimenti urgenti posti in essere dal Governo per fronteggiare l’emergenza COVID, il dl 105/2021 (in vigore dal 23/07/2021), all’art. 10 finalmente dispone l’attesa proroga che permetterà, fino al 31 marzo 2022, di impiegare le guardie giurate in servizi antipirateria anche senza aver superato i corsi teorici-pratici richiesti dalla norma, purchè abbiano partecipato per almeno sei mesi, come membri delle Forze armate, alle missioni internazionali in incarichi operativi.

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Ancora su armi e guardie giurate

Il contributo di Bastiancontrario sulle armi ha innescato un generoso dibattito sui social e diverse lettere al Direttore. Quella di Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, pone l’accento su tre temi – sgradevoli, se vogliamo, ma innegabilmente concreti – che si legano al porto d’armi delle guardie giurate: 1) il consueto disinteresse dell’istituzione (che non fa nemmeno più notizia) 2) la formazione dei lavoratori (che langue presso il Ministero, ma potrebbe arginare almeno i casi più eclatanti di uso improprio dell’arma) 3) i costi legati al ripristino delle armerie negli istituti di Vigilanza (che difficilmente si potrebbero far digerire alle imprese). Tre temi scomodi sul piatto, sui quali chi non può fare, discute …e chi potrebbe fare, tace.

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Fasiv: proroga assistenza sanitaria Covid per la vigilanza privata

Il Fasiv (fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore della vigilanza privata e servizi fiduciari, previsto dal CCNL 2004-2008, istituito nel 2008), proroga le prestazioni COVID-19 per le aziende e per i lavoratori iscritti al 30/09/2021. Sarà pertanto mantenuta la copertura assicurativa dei lavoratori iscritti dipendenti da aziende che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali secondo le conidizoni previste.

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