Inizio d’anno caldissimo per la vigilanza privata, che si scontra con l’ennesimo muro di gomma di un’Amministrazione dell’Interno che continua a partorire circolari ad alto costo e bassa resa per il comparto. Che, com’è ormai uso, viene coinvolta – se va bene – a cose fatte. L’ultima prodezza, datata 16 Dicembre ma giunta sui tavoli degli operatori con l’anno nuovo, riguarda cauzione, istituti di vigilanza per controllare il territorio e rinnovo delle licenze. Continua a leggere

AGCM30 milioni di multa: è la stangata dell’Antitrust contro un’intesa tra Allsystem, Coopservice, Italpol, IVRI e Sicuritalia ritenuta lesiva della libera competizione sul mercato. Ma Sicuritalia annuncia ricorso al TAR: secondo il primo player italiano del comparto sicurezza, l’AGCM, nel contestare un abuso dell’utilizzo dei Raggruppamenti Temporanei di Impresa e dei subappalti, non tiene conto dei vincoli della normativa di settore, che di fatto obbliga a forme di cooperazione tra imprese. Continua a leggere

Il 7 novembre 2019 è stato emanato il DM n. 139, che sostituisce il decreto 266/2012 in materia di servizi antipirateria a bordo delle navi mercantili battenti bandiera italiana. La nuova disciplina reca alcuni elementi migliorativi e tesi a semplificare la gestione, ma contiene anche delle insidie e non risolve le questioni più ostiche (che la la circolare esplicativa dello scorso 9 Dicembre non dirime). Continua a leggere

Torna l’appuntamento con la rubrica di Leandro Abeille (sociologo della sicurezza, formatore dei formatori certificato) e Paolo Catracchia (esperto di sicurezza e difesa personale, formatore) sul tema dell’autodifesa delle guardie giurate aggredite in servizio. Arma sì o arma no? Violenza o parole? Ecco a voi un prontuario per evitare di lasciarci la pelle senza violare la legge.

Essere aggrediti

L’aggressione alle guardie giurate è complessa da trattare, perché va a comprendere sia la causa di giustificazione relativa alla legittima difesa, sia il modus operandi delle stesse.  Bisogna dare conto del fatto che non è vero che nei confronti di un eventuale aggressore non si possa usare la violenza o addirittura l’arma in dotazione. Di certo non si potrà mai usare più letalità di quanto non sia assolutamente indispensabile, per difendere il proprio (o altrui) diritto alla vita o alla salute. Questi due diritti dovranno essere difesi nel momento in cui sono minacciati, per cui, né prima, né dopo. Continua a leggere

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