Paga da portiere, lavoro da guardia giurata: i servizi fiduciari nel mirino

Ecco un’altra Lettera al Direttore sulla drammatica condizione di chi si occupa di portierato. Un’indicibile vergogna non solo salariale (sotto i limiti costituzionali) e contrattuale, ma anche operativa. Gli operatori fiduciari sono spesso abbandonati al loro destino (e alle ire della gente o di committenti senza scrupoli), spesso senza pause e con orari molto pesanti e non di rado vengono chiamati a svolgere mansioni che sarebbero proprie delle guardie giurate. Il tutto per un salario pari a 3,80 euro all’ora. Si era parlato in passato di attivare un salario minimo per questa (come per altre) categorie di lavoratori, ma con il Covid tutto è caduto nel dimenticatoio. Ma il tempo di cambiare le cose è ora, in tempi di (si spera, prima o poi) rinnovo del CCNL di settore. Questa è la lettera.

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(Mancato) rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e servizi fiduciari: il Covid non c’entra

Pubblichiamo la lettera di una guardia giurata che replica al comunicato delle Associazioni Datoriali in materia di rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, le quali, evidenziando lo stato di incertezza determinato dall’emergenza Covid, “in sostanza affermano che vorrebbero rinnovare il contratto, ritenendolo uno strumento indispensabile alle aziende e al mercato, ma senza aumento salariale. Facciamo notare che il report Federsicurezza 2019 evidenzia che l’offerta di settore è costituita da 1339 imprese, per il 18,6% medie e grandi;  il fatturato complessivo ammonta a 3,5 miliardi di euro ed è dominato dalle medie e grandi imprese, che insieme generano l’83% della ricchezza. Meglio dunque stendere un velo pietoso sul futuro incerto che sarebbe generato dalla pandemia” – si legge nella lettera. La riportiamo per l’interesse che riveste e òper i dati che riporta.

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Ristori bis: sicurezza privata bis-dimenticata dal governo

Amaro il giudizio di Unimpresapol (Federazione Nazionale Investigazioni Private, Vigilanza e Security) sul Decreto Ristori Bis, che ancora una volta ignora le aziende rubricate al codice Ateco 80 (servizi di vigilanza privata e di investigazioni privata). Si era sperato in una svista del Decreto Ristori, partorito in fretta e in furia, ma con l’edizione Bis si ha avuto la conferma di quanto il settore venga sistematicamente ignorato dal Governo. In particolare soffre il mondo dell’investigazione (peraltro già dimenticato nella fase più acuta del primo lockdown e poi rientrato in corner) e chi opera nei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento (che non dispongono nemmeno di un codice ateco ad hoc). Sebbene siate state prese misure significative per i principali committenti della sicurezza privata (eventi e fiere, cinema, teatri, stadi, impianti sportivi, discoteche ecc), ai quali il governo ha riconosciuto col Ristori Bis fino al 400% in contributi, crediti d’imposta e riduzioni tributarie, è stato dedicato invece uno zero tondo alle imprese di sicurezza, le stesse aziende che potrebbero però permettere a queste realtà di riaprire, una volta allentata la morsa del COVID.

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Steward “urbani” per controllare il territorio: e la vigilanza privata?

Un DDL della Regione Friuli Venezia Giulia in materia di sicurezza e polizia locale affida agli “steward urbani” le attività finalizzate a migliorare la percezione di sicurezza della cittadinanza, facilitare la fruibilità e la vivibilità degli spazi pubblici. Queste figure dovranno operare entro i limiti individuati dalla norma nazionale, con compiti sussidiari e sotto la direzione della polizia locale. Ok, ma perchè gli steward, che dovrebbero stare negli stadi? E a proposito: chi sono gli steward “urbani”? Quali competenze hanno? Siamo d’accordo che queste forme di controllo del territorio non siano propriamente servizi a tutela dei beni mobili e immobili (che sarebbe la tipica attività delle guardie giurate), ma tanto meno possono essere assimilabili ai servizi di sicurezza negli stadi (che sarebbe il territorio elettivo degli steward) o ai controlli nei locali di pubblico spettacolo (che sarebbe appannaggio degli ex-buttafuori). E in questo DDL a noi sembra che si parli – vogliamo chiamarla con il suo nome? – di protezione della persona. E’ stato dunque sdoganato questo totem?

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COVID e criminalità: la vigilanza privata al servizio della sicurezza

Secondo l’indagine “La sicurezza in Italia 2020”, promossa da Verisure Italia in collaborazione con l’Istituto Sondea e svolta su un campione di 2539 cittadini italiani, l’80% degli intervistati ritiene che la sicurezza in Italia sia diminuita: per oltre 7 italiani su 10 il Covid-19 avrebbe infatti influito negativamente sulla sicurezza, sempre più minacciata dalla criminalità. Nel prossimo futuro, i cittadini si aspettano infatti un incremento dell’infiltrazione della criminalità organizzata nelle attività commerciali (già stremate dalle chiusure forzate e quindi possibili vittime del racket e dell’usura), un aumento di truffe online e un aumento di furti in casa. Rischi che si sono in parte manifestati nel primo lockdown, con un aumento dei furti nella fabbriche e negli uffici lasciati incustoditi, e che, senza ovviamente voler sciacallare su una pandemia che ha prodotto morte e dolore, possono comunque essere mitigati dall’impiego di vigilanza privata.

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