Dopo la pandemia, la guerra: ruolo della vigilanza privata

Dopo due anni di pandemia, infuria una guerra dai contorni sempre più fluidi. Il settore italiano della vigilanza privata potrebbe portare un contributo nella gestione di scenari e dinamiche così inediti? E le attuali corse al bancomat, visibili anche nel Belpaese, potrebbero dare una mano ad un trasporto valori che è stato messo in ginocchio dal Covid? Lo abbiamo chiesto ad Anna Maria Domenici, Segretario Generale di UNIV e di ConFederSicurezza.

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Quando antipirateria fa rima con pazzia, meglio la proroga dell’esame

In questi giorni folli, in un’escalation che si fa sempre più incomprensibile e che scatena le reazioni indignate del mondo, parlare di follia con riferimento alle prassi operative del nostro ministero dell’Interno fa quasi tenerezza. Eppure è quella l’amministrazione che regola il settore della sicurezza pubblica ma anche della vigilanza privata. Ed è quel ministero che in 10 anni non ha saputo elaborare un testo guida per l’esame delle guardie giurate che a tutt’oggi svolgono (in deroga) i servizi antipirateria. Servizi di cui, temo, avremo sempre più bisogno, visto come gira questo pazzo, pazzo (lui sì) mondo. Il nostro anonimo Bastiancontrario lancia il solito sasso nello stagno e il suo “unico lettore” (in realtà sono tantissimi, ndR) gli risponde, sulle pagine di www.vigilanzaprivataonline.com

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Guardie giurate nelle città pagate con le tasse di soggiorno?

Pubblichiamo la lettera di un Security Manager sul protocollo “Mille occhi sulle città”, che prevede funzioni di osservazione e raccolta di informazioni sul territorio da parte della vigilanza privata a fini di sicurezza urbana. Il tutto, però, A-GRATIS. Affinchè tali servizi possano trovare il giusto riconoscimento, chi ci scrive ha pensato alla tassa di soggiorno: perchè non riservare una parte del gettito ai servizi sussidiari di sicurezza nelle città, come già avviene per i servizi di security con le tasse aeroportuali e portuali? Perchè non utilizzare anche per le gpg che contribuiscono alla sicurezza urbana lo stesso DM 154/2009 che, tra le mansioni delle guardie giurate impegnate in porti/aeroporti/ferrovie/metropolitane, annoverano proprio un “dovere di osservazione e segnalazione” di ciò che può avere rilievo per la sicurezza dei cittadini? Riflettiamoci.

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Travel Security: la nuova Prassi UNI 124:2022

Nonostante la vigilanza privata non possa proteggere la persona ma solo le cose (quindi la guardia giurata protegge il Rolex ma non chi lo indossa…sic), alcune aziende riescono, con fatica, a svolgere funzioni di Travel Security, cioè a proteggere il personale aziendale impegnato in trasferte e viaggi di lavoro – attività che tutti i datori di lavoro (responsabili per legge della sicurezza dei dipendenti) devono affidare a personale specializzato. La nuova Prassi di riferimento UNI/PdR 124:2022 analizza i requisiti operativi e le responsabilità dei professionisti della travel security.

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La security negli aeroporti di Venezia e Treviso passa a Sicuritalia

Triveneto Sicurezza, che cura i servizi di security presso gli aeroporti di Venezia e Treviso ed è controllata dal Gruppo SAVE (che si occupa di gestione aeroportuale, infrastrutture di mobilità, Food & Beverage e Retail), è stata ceduta a Sicuritalia, leader italiano della sicurezza e vigilanza privata. Una business unit del Gruppo si occupa della gestione della sicurezza delle infrastrutture critiche, fra le quali quelle aeroportuali.

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