DM capacità tecnica e certificazioni: le novità per la vigilanza privata

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Dal nulla al tutto. Nel sacro nome della qualità, il DM sulla capacità tecnica ha trasformato la vigilanza privata, da comparto dove regnavano il caos di molti e la buona volontà di pochi, in un settore dove tutto – o quasi – è obbligatorio. Oggi parliamo di certificazione, che da volontaria (o utile per accedere o ben posizionarsi nelle gare d’appalto) diventa ora obbligatoria per tutti, benchè calibrata con modalità e intensità diverse.
Ma ce la faranno i nostri piccoli e già vessati istituti di vigilanza a sostenere i costi della certificazione? C’è chi giura di sì.

Ma prima facciamo un passo indietro, per capire bene cosa è cambiato con il DM e in che modo è possibile sopravvivere alla riforma. L’abbiamo chiesto a Annamaria Domenici, Presidente di SicurServizi.

Torniamo per un istante all’era pre-DM sulla capacità tecnica. Quando e in che termini era necessaria una certificazione prima della riforma?

Se per “certificazioni” intendiamo quelle che si riferiscono alla normativa tecnica volontaria o all’adozione di sistemi qualità, non esistevano dei reali vincoli di legge nell’era ante DM.
Vero è che molte stazioni appaltanti richiedevano, tra gli altri requisiti, anche un sistema qualità certificato secondo le ISO9001:2000; sia come pre-requisito di ammissione alla gara d’appalto, sia come punteggio per la valutazione dell’offerta.

Cosa è cambiato, invece, dopo l’emanazione del DM sulla capacità tecnica?

Il DM introduce i seguenti obblighi:

1) per tutte le imprese, il possesso della certificazione secondo la norma UNI10891 “Servizi Istituti di Vigilanza Privata – Requisiti”;

2) per gli Istituti che operano su un territorio con popolazione oltre i tre milioni di abitanti , il DM impone di dotarsi di una o due (per aree oltre i 15 milioni di abitanti) Centrali Operative a norma UNI11068 “Centrali di Telesorveglianza;

3) infine per gli istituti che impiegano più di 100 guardie giurate e operano su un territorio con popolazione oltre i tre milioni di abitanti, il DM impone che almeno una figura (tra il titolare di licenza, l’institore ed il direttore tecnico) possieda il profilo professionale UNI10459 “Funzioni e profilo del professionista della Security Aziendale”.

Dal nulla al tutto viene da dire…ma i costi della certificazione non saranno proibitivi per gran parte delle aziende, in un settore che non gode di ottima salute?

Mi sento di dire “assolutamente NO”.
FederSicurezza, ben consapevole di questa realtà, ha puntato ad un estremo contenimento degli investimenti necessari, senza rinunciare ad un elevato livello di qualità del servizio proposto. A questo scopo si è attrezzata per fornire, attraverso SicurServizi, un servizio di consulenza qualificato agli istituti ed alle aziende appartenenti al proprio sistema, veicolando proposte, predisposte e selezionate in modo altamente competitivo, che consentano di contenere in maniera rilevante i costi e di ottemperare alle prescrizioni della normativa.

Perché un Istituto dovrebbe rivolgersi ad un ente, piuttosto che attivarsi in prima persona per ottemperare ai diktat del DM?

Per evitare, in primis, di dover reperire e destinare risorse a svolgere sia le fasi di individuazione e controllo (qualitativo, tecnico e professionale) delle offerte presenti sul mercato, sia quelle di valutazione della congruenza economico finanziaria dei prezzi richiesti a fronte dei servizi proposti. Inoltre Sicurservizi, oltre a svolgere un ruolo di analisi personalizzata dell’Istituto che le affida l’incarico e di main contractor delle società interessate ad un intervento complessivo di adeguamento al DM, effettua un monitoraggio continuo dello stato di attuazione del progetto, attraverso un master plan condiviso con l’impresa.

E chi non aderisce a Federsicurezza deve arrangiarsi da solo?

Le nostre offerte sono generalmente costruite su misura per gli associati di Federsicurezza.
Poiché però il DM sulla capacità tecnica ha fatto nascere nuove esigenze a livello di comparto, stiamo mettendo a punto un protocollo d’intesa con altre Associazioni di categoria per estendere anche ai loro associati la fruibilità delle nostre proposte. Il tutto a condizioni analoghe a quelle riservate ai soci Federsicurezza, i quali avranno comunque il diritto di precedenza. Per le imprese che non si riconoscono in nessun profilo associativo, Sicurservizi riserverà un pacchetto di proposte, comunque caratterizzate da un significativo rapporto qualità/costo.

Domanda di ritto: il nuovo impianto normativo porterà maggiore qualità e pulizia nel comparto?

In estrema sintesi, e con tutti i rischi di brutalità e semplificazione che questa affermazione comporta, rispondo: assolutamente sì. Sarà, a regime, un vero e proprio day after.
Nell’alba di questo nuovo giorno, la riforma dovrebbe riuscire a garantire trasparenza, correttezza e sana competitività, cancellando vergognosi escamotage e furbizie nell’applicazione (o disapplicazione) del CCNL, oltre alle vere e proprie illiceità, come le evasioni fiscali, previdenziali ed assicurative, e lasciando sul mercato solo le imprese qualificate e solidamente dimensionate, che potranno garantire – e auspicabilmente incrementare – i livelli occupazionali attuali.