DM capacità tecnica e disoccupazione gpg: interrogazione parlamentare

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ROMA – Si intensifica il dibattito sul rischio disoccupazione portato dalla riforma del TULPS, e in particolare dal DM sulla capacità tecnica, che, secondo alcuni operatori, potrebbe penalizzare le realtà più piccole della sicurezza privata, che rappresentano il collante economico più sano e produttivo del nostro tessuto imprenditoriale. Forse anche da queste frange nasce l’iniziativa dell’On. Palomba (Italia dei Valori), che il 1° marzo ha inoltrato al ministro dell’Interno Roberto Maroni un’interrogazione parlamentare per sapere “se e come il Ministro intenda promuovere le misure necessarie a tutelare il posto di lavoro di coloro che sono attualmente occupati negli istituti di vigilanza privata medio piccoli”.

Il DM sulla capacità tecnica sembra destare preoccupazioni soprattutto nella piccola e media impresa, non solo sul fronte della vigilanza privata, ma anche sul fronte delle investigazioni.

Fatevi un’idea leggendo il testo integrale dell’interrogazione:

Clicca qui per scaricare Interrogazione Palomba su vigilanza privata

Per sapere – premesso che:

– a seguito della sentenza della Corte di giustizia delle comunità europee, secondo la quale la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi derivanti dagli articoli 43 e 49 del Trattato nell’ambito delle disposizioni del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, relativamente alla materia delle guardie particolari giurate, degli istituti di vigilanza e di investigazione, è stato avviato un processo di riforma;

– il decreto-legge 2 aprile 2008 (decreto salva infrazioni) ha fissato i criteri direttivi, mentre è rimessa ai decreti di attuazione la determinazione dei requisiti minimi organizzativi, gli standard professionali, la capacità tecnica e la qualità dei servizi che deve essere garantita dagli istituti di vigilanza privata per poter stare sul mercato;

– il Ministro interrogato ha firmato il decreto n. 557/PAS/-10089.D(1)Reg. Il testo definisce i requisiti minimi che le aziende devono possedere per poter operare sul mercato, in base all’individuazione del tipo di attività che intendono svolgere, in base all’estensione territoriale che le imprese vogliono coprire ed in base al livello di servizi che si intendono offrire. In relazione alle citate categorie, alle imprese vengono richiesti determinati requisiti minimi qualitativi, che afferiscono alla capacità economico-finanziaria, al corredo tecnologico, alle caratteristiche del progetto organizzativo e gestionale, alla professionalità del titolare/istitore/direttore tecnico, alle certificazioni di regolarità contributiva eccetera;

– il decreto potrebbe avere effetti significativi rispetto agli istituti di vigilanza medio piccoli, con conseguenti ricadute occupazionali:

se e come il Ministro intenda promuovere le misure necessarie a tutelare il posto di lavoro di coloro
che sono attualmente occupati negli istituti medio piccoli. (4-11060)