Vigilanza privata: entra il vigore il DM capacità tecnica

ROMA – Il 16 marzo 2011 entra in vigore il DM sulla capacità tecnica, primo dei quattro decreti attuativi del D.P.R. 153/2008, che ha impostato l’architettura complessiva della riforma della sicurezza privata.
Tre i punti essenziali di questo primo atto della riforma del TULPS, che per l’adeguamento degli Istituti già esistenti lascia 18 mesi di tempo, ma è già efficace per le nuove realrtà che si affacciano sul mercato.

1) Il decreto individua i requisiti per superare il limite provinciale della licenza, studiando tuttavia un meccanismo di maggior controllabilità delle imprese. Gli istituti di vigilanza possono ora scegliere dove e come operare, ma in base al tipo di attività da svolgere (classi funzionali di attività), al livello dimensionale necessario (ossia alla quantità di guardie sufficienti per svolgere determinati servizi) e agli ambiti territoriali che l’impresa intende coprire, vengono richiesti dei requisiti distinti e crescenti.

2) Per arginare il fenomeno dell’uso strumentale di figure diverse dalle guardie giurate (portierati) in ambienti che invece manifestano esigenze di sicurezza, è stato delimitato il perimetro delle attività che debbono essere svolte tassativamente tramite operatori di Istituti di Vigilanza Privata. Gli “obiettivi sensibili” e i siti “con speciali esigenze di sicurezza” possono ora essere affidati esclusivamente alle guardie giurate (oppure, ovviamente, alle forze dell’ordine).

3) I requisiti necessari per operare sono suddivisi in: requisiti soggettivi, requisiti relativi alla condotta imprenditoriale e commerciale; requisiti della struttura organizzativa; dotazioni logistiche e tecnologiche; capacità economico-finanziaria; costi esposti.

Si prospetta quindi una rivoluzione copernicana per la vigilanza privata italiana. Qualcuno soccomberà, qualcuno si adeguerà e crescerà in volume e qualità dei servizi, qualcuno diventerà leader e per tutti dovrebbe crearsi, finalmente, un tessuto competitivo sano sul quale operare sul piano della professionalità, della capacità d’impresa, della sicurezza per le guardie.

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