
Una firma in bianco apposta su un registro.
In certi casi – nemmeno troppo rari, secondo un’indagine Themis ancora attuale – la formazione obbligatoria delle guardie giurate si risolve in questo.
E non c’è troppo da sorprendersi, visto che per oltre 70 anni “saper leggere e scrivere” è stato il requisito culturale necessario, e sufficiente, per ottenere l’autorizzazione a svolgere l’attività di gpg.
Col risultato che alle guardie è da sempre appioppato l’odioso epiteto di “operai con pistola”.
Ma con il DL 8 aprile 2008 n. 59 si è finalmente messo nero su bianco che le guardie particolari giurate rivestono la qualifica di incaricato di pubblico servizio e che starà al Ministero dell’Interno, attraverso la Commissione Consultiva Centrale, individuare con decreto i requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie.














