Si parla di un buon 70% di vigilanza privata che lavora di notte o nei festivi, anche nel trasporto valori. Alto rischio, turni impietosi e salari bassi alimentano assenteismo e disaffezione al mestiere, che sta toccando ormai livelli di guardia. Una risposta potrebbe arrivare dalla legge di bilancio 2026, che all’art. 4 comma 4 parla di detassazione del lavoro notturno e dei festivi, oltre alle indennità di turno.
Ci sono anche altre proposte sul tavolo, come il trattamento integrativo speciale (più soldi netti in busta) previsto dalla scorsa Legge di Bilancio per i lavoratori del turismo e replicabile forse nel comparto sicurezza, ma per ora l’attenzione è puntata sul disegno di legge di bilancio, pronto a iniziare il suo iter in Parlamento. Questo l’articolo di interesse: art. 4, comma 4.
Per il periodo d’imposta 2026, salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro, sono assoggettate ad una imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 15% le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti a titolo di:
a) maggiorazioni e indennità per lavoro notturno ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 66 del 2003 e dei CCNL;
b) maggiorazioni e indennità per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, come individuati dai CCNL;
c) indennità di turno e ulteriori emolumenti connessi al lavoro a turni previsti dai CCNL.
Comunque vada a finire, un intervento di detassazione o un trattamento integrativo specifico per la vigilanza privata non solo aiuterebbe chi lavora in condizioni difficili, ma contribuirebbe anche a drenare la fuga dal settore, restituendo dignità e valore economico a un presidio di sicurezza indispensabile.















