emanuele_fiano

In un periodo di profonda trasformazione per il mercato del lavoro, ci siamo più volte interrogati sul destino di chi si occupa di sicurezza privata, spesso impegnato in lavori non meno usuranti di quelli svolti dagli operatori della pubblica sicurezza.
Se in un primo tempo si era aperto uno spiraglio di luce sulla possibilità che anche la vigilanza privata potesse ottenere uno “sconto pensionistico”, tale possibilità è parsa sfumare definitivamente nelle proposte di legge poi depositate alla Camera, incentrate solo sugli addetti alla sicurezza pubblica.
Ma non tutto è perduto: l’On. Fiano (PD) ai microfoni di www.vigilanzaprivataonline.com dichiara infatti che “a lavori assimilabili non possono essere corrisposti specificità eccessivamente diverse”, che – tradotto dal politichese all’italiano – vuol dire: se gli operatori di pubblica sicurezza otterranno la pensione anticipata, forse qualcun altro potrebbe godere di un trattamento analogo.
Leggetevi l’intervista e commentate.

Intervista ad Emanuele Fiano, Responsabile Sicurezza PD

La Camera ha dato il via libera ad un ordine del giorno che “impegna il governo a valutare, in sede di applicazione di riforma del lavoro, le eventuali conseguenze sul comparto pubblico Difesa e Sicurezza, e su quello in cui operano le società di sicurezza privata, qualora incompatibili con la specificità delle rispettive professioni”. Qual è la posizione del PD in materia?

Per prima cosa mi lasci dire che il Pd durante quest’estate e alla ripresa dei lavori d’aula si è contraddistinto per un lavoro costante affinchè le problematiche legate alla specificità previdenziale del comparto sicurezza – pubblica e privata – venissero affrontate con la necessaria attenzione e il giusto riguardo, seppure con le debite differenze.

E le mozioni e gli ordini del giorno presentate in questo tempo e riprese da tutti i giornali e i sindacati del settore lo dimostrano. Credo inoltre che, mai come su questo tema, il Parlamento italiano abbia espresso unanimità di vedute. Gli operatori della sicurezza del Paese, pubblici e privati, sono molto spesso sottoposti a lavori ad elevatissimo tasso di stress ambientale ed un allungamento pesante della loro permanenza in servizio porterebbe risultati insostenibili.

In che modo il PD vorrebbe salvaguardare la specificità del comparto sicurezza privata in relazione alla riforma del lavoro in atto, ed in particolare alle pensioni?

Per dare una risposta bisognerà capire quale rotta seguirà il trattamento pensionistico degli operatori del comparto pubblico: di sicuro a lavori assimilabili non possono essere corrisposti specificità eccessivamente diverse.

I servizi di sicurezza privata si compongono essenzialmente di tre anime con caratteristiche molto diverse tra loro: vigilanza e trasporto valori, investigazioni private, servizi di security disarmata. Solo le guardie giurate indossano l’arma.
Quali figure potrebbero essere coinvolte nell’eventuale (parziale) esonero del comparto sicurezza privata rispetto al nuovo regime pensionistico?

Sicuramente, per la gravosità dei compiti e per quello stress ambientale al quale accennavo poc’anzi, potrebbero essere coinvolti nell’esonero dal nuovo regime pensionistico quelle professionalità della vigilanza privata che si occupano di vigilanza e trasporto valori.

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