Piuservizi dice no ai 60mila improvvisati civici

26 Mag 2020

di Ilaria Garaffoni

Nelle ultime 48 ore il Ministro Boccia, sperando di far cosa gradita ai Comuni, ha pensato bene di proporre la chiamata di 60mila volontari per gestire assembramenti su strade, piazze, spiagge ed ogni altra situazione che potesse essere oggetto di controllo rispetto a quanto previsto per contenere la pandemia Covid19. Immediatamente i due Ministri più direttamente interessati Lamorgese, Interni e Guerini, Difesa, hanno preso le distanze. Piuservizi – Associazione Nazionale Imprese Servizi Integrati che operano nel campo della sicurezza non armata aderente a Federsicurezza/Confcommercio – concorda pienamente con le posizioni dei due Ministri delle Difesa e degli Interni.Queste le parole del Presidente di Piuservizi e Vice Presidente di Federsicurezza Gianni Baratta: “la sicurezza non è qualcosa che si possa improvvisare: formazione, ruoli da svolgere, capacità di gestire le criticità e la tutela non solo dei beni ma anche delle persone, sono compiti che questi lavoratori hanno sempre svolto soprattutto durante la pandemia, assicurando il corretto flusso di clienti nei supermercati, negli esercizi pubblici, negli ospedali, porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, controllando anche le temperature delle persone, e riconoscibili con cartellino e divisa, e non con una semplice pettorina, con all’attivo moltissime ore di formazione svolte dalle imprese.
Improvvisare in questo modo non serve a nessuno.

I volontari costituscono un bene prezioso ed il loro contributo alla società civile rappresenta un valore da preservare, ma la sicurezza, se non svolta dalle forze dell’ordine impegnate già su molti fronti, che la facciano i lavoratori della sicurezza privata armati e non, che hanno un titolo professionale ed una formazione specifica” – conclude Baratta.

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