Non chiamateli portierati: workshop Piùservizi

piu-servizi-logoNon chiamateli portierati: chi fa accoglienza è un operatore di sicurezza, seppur con competenze, mansioni e responsabilità diverse da quelle delle guardie giurate (ma altrettanto diverse da quelle dei portieri di condominio). Questo l’appello lanciato al workshop “Appalti e riflessi sul settore dei servizi” organizzato il 15 maggio da Più Servizi, Associazione Nazionale Imprese Servizi Integrati, aderente a FederSicurezza.

Il workshop, moderato da Pietro Fargnoli, ha visto la partecipazione del Presidente di Più Servizi, Francesco Paolo Pignatelli, del Vice Presidente Pietro Ianni e del Segretario Generale Luca Famiani. Sono inoltre intervenuti l’avv. Marco Proietti dell’Università E-Campus, e l’On. Daniele Fichera, Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Lazio.

Un ulteriore appello a fare squadra, almeno sul costo del lavoro, è venuto dal Presidente di FederSicurezza Luigi Gabriele, cui erano affidate le conclusioni.
La forza lavoro impiegata da sicurezza integrata e disarmata supera infatti abbondantemente quella della vigilanza privata e, in un settore tanto “labour intensive” il valore dei servizi dovrebbe essere preservato a tutti i costi. Invece sussistono sul mercato distinti contratti di lavoro, spesso sbilanciati anche sui minimi salariali, perché nessuna norma obbliga le aziende a sceglierne uno spèecifico CCNL, ma poi – ricorda Gabriele – “quando in tribunale si devono rappresentare gli interessi di un’azienda, a quale appiglio ci si aggrappa? E come ci si difende dalle incoerenze della magistratura e degli stessi organismi di vigilanza?”

Perchè un altro dato di fatto è che né l’Anac (che sconta il limite della soft- regulation), nè la Consip (l’illegittimità dei cui bandi è ormai cronaca), né il Ministero del Lavoro portano aiuti concreti al settore. Non resta dunque che rivolgersi al legislatore, ma partendo necessariamente da un punto: il CCNL deve essere uno, come pure la retribuzione.