Volontari che sembrano poliziotti al Tulipark: e la vigilanza privata?

19 marzo, Villa De Sanctis, inaugurazione del Tulipark a Roma. Alla presenza dell’ambasciatrice olandese e del minisindaco capitolino Giovanni Boccuzzi, alcuni soggetti si aggirano bardati come ex parà: mimetica, cinturone, distintivi, stemmi, palette, autopattuglia, lampeggianti e pistole al peperoncino nella fondina. Cosa c’è di strano? 1) Che tali soggetti sono membri della Guardia nazionale ambientale, un’associazione di volontariato (per la precisione: Organizzazione Nazionale non Lucrativa di Utilità Sociale non Governativa riconosciuta dallo Stato con Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare). 2) Che tale associazione non è autorizzata a detenere dispositivi o simboli che richiamino le forza di polizia o la vigilanza privata (a sua volta obbligata a non utilizzare divise, gradi, loghi o stemmi che possano richiamare le FFOO). 3) Che il V Municipio per la sicurezza e la vigilanza di Roma abbia sottoscritto con questa associazione un contratto per gestire la sicurezza di Villa De Sanctis. Quali credenziali erano state chieste, non è dato sapere. Certo è che è stato denunciato il Presidente dell’Associazione per violazione dell’art. 497 ter c.p.

Sarebbero servizi esclusivi della vigilanza privata? Nessun problema.
Si tratta di un ente di volontariato privo di licenza? Nessun problema.
Divise, pattuglie e lessico militaresco ben poco ricordano il volontariato tradizionale? Nessun problema.

La Guardia Nazionale Ambientale, si legge sul sito ufficiale, aggrega infatti donne ed uomini che “in forma democratica ed attenti ai dettami della Legge 266/1991, si confrontano e si uniscono per la salvaguardia dell’ambiente. E’ parimenti un’organizzazione dotata di un organigramma di tipo piramidale, attenta al rispetto dei singoli ruoli, fatta di volontari che, liberamente e senza alcuna differenza, hanno scelto di dedicare una parte del proprio tempo libero agli altri e alla natura in tutte le sue espressioni”.
E in effetti l’organigramma è decisamente piramidale (sono quasi tutti ex funzionari della difesa) e i membri si attribuiscono titoli e gradi analoghi forze dell’ordine.

Mentre le indagini sono in corso, la morale è: Mai dire che il sistema dei controlli una volta tanto ha funzionato, perché la figura meschina è sempre dietro l’angolo.
E stavolta l’abbiamo fatta pure alla presenza dei cugini Olandesi, sempre così generosi di complimenti per il nostro stile di vita modaiolo e disinvolto, la nostra trasparenza e cristallina serietà nel disporre della cosa pubblica, il nostro specchiato rispetto delle regole…