Il turno di guardia: un omaggio alle guardie giurate

Dopo Mattarella, anche Draghi manifesta alle guardie particolari giurate il suo “più sincero apprezzamento per il prezioso lavoro di vigilanza, anche in piena pandemia, mettendo al centro di ogni attività la sicurezza e l’assistenza al cittadino”. Parliamo di lavoratori che, con uno stipendio da fame e un CCNL scaduto da 65 mesi, rischiano ogni giorno la vita. Per questo Mariano Bizzarri Ollandini, presidente dell’Istituto di Vigilanza Privata Corpo Guardie di Città e membro della giunta nazionale di Assicurezza Confesercenti, insieme allo scrittore fiorentino Andrea Ambrosino, hanno omaggiato il lavoro delle Guardie Giurate con il libro Il turno di guardia (Ed. Pacini).

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Tante magagne, ma la vigilanza privata è appetibile per il Recovery Fund (sic)

3.436.779.480 euro: questo il fatturato delle imprese di vigilanza privata e sicurezza certificate secondo l’ultimo “Osservatorio Federsicurezza” elaborato da Format Research. Un tesoretto dominato dalle medie e grandi imprese, che insieme producono oltre il 90% del volume di affari. Ma guardando ai costi di produzione, il margine si riduce al 2,3%: non è quindi un caso che il 16% delle imprese lavori in perdita e solo un terzo delle imprese arrivi a marginare il 4%. In questo scenario, il Covid ha agito da moltiplicatore di criticità: oltre il 60% delle imprese ha rilevato un peggioramento e il 31,3% teme di dover chiudere i battenti. Oltre al peggioramento della liquidità e all’assenza di ristori, il 49% delle imprese è dovuto ricorrere alla CIG. Nonostante tutto, oltre il 47% delle imprese ha effettuato investimenti nell’ultimo biennio o pensa di effettuarli nei prossimi due anni. La propensione all’investimento tecnologico e alla digitalizzazione, unitamente alla caratteristica labour intensive del settore, lo perimetrano come “resiliente”, al punto da rientrare – chi mai l’avrebbe detto? – nei parametri di appetibilità secondo le linee guida del Recovery Fund. Ma non ci lamenta sempre dell‘impossibilità di fare margine e addirittura di lavorare nello stesso perimetro della legalità, tanto che si stagliano sempre più voci nostalgiche delle tariffe di congruità? Che lettura dare di dati così apparentemente contraddittori?

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Forza Italia: priorità nei vaccini e un nuovo CCNL per la vigilanza privata

Urge avviare una concertazione con i sindacati e un tavolo di confronto per il rinnovo del CCNL della vigilanza privata e dei servizi fiduciari volto a riconoscere alle guardie giurate un adeguato aumento salariale. Queste le parole di Anna Grazia Calabria, Vice presidente della Commissione Affari Costituzionali alla Camera per Forza Italia, che promette di farsi portatrice di questa istanza. Ma anche di una visione di sicurezza integrata finalizzata alla massima prevenzione dei rischi ed a nuove politiche vaccinali. Sentiamo le sue parole.

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Fratelli d’Italia: guardie giurate all’estero e un nuovo CCNL per ripensare la vigilanza privata

Il partito Fratelli d’Italia, da sempre vicino al comparto della sicurezza privata, si è reso tra l’altro promotore di un‘iniziativa di legge sull’impiego delle guardie giurate all’estero che aprirebbe rilevanti aree di business ad oggi precluse dalla normativa italiana. Ma FdI ha anche chiesto con forza al precedente Governo che venisse convocato il tavolo del CCNL della Vigilanza Privata e servizi fiduciari, il cui rinnovo non vede la luce ormai dal lontano 2015. Qual è la linea di FdI nella sua attività di opposizione al Governo Draghi? Qual è il pensiero politico di FdI sui vaccini e sullo status giuridico delle guardie giurate?
Ne abbiamo parlato con l’On. Emanuele Prisco, deputato di Fratelli d’Italia e membro della I Commissione (Affari costituzionali, della presidenza del consiglio e interni).

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Rinnovo del CCNL e guardie giurate all’estero: la vigilanza privata secondo il Partito Democratico

Dallo stop alle guardie giurate autonome ad una proposta di legge per far operare le imprese di sicurezza italiane all’estero: nel Governo Conte 2 il Partito Democratico è stato determinante per sbloccare i nodi più esiziali per un comparto già stremato dalla pandemia e dall’interruzione unilaterale delle interlocuzioni con l’autorità tutoria. Interventi emergenziali e “in ordine sparso” che meriterebbero però una riflessione organica, secondo l’On. Pagani: dalla qualifica degli operatori, al loro trattamento pensionistico, contrattuale e normativo. Intervista all’On. Alberto Pagani, Capogruppo PD in commissione Difesa.

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