Rinnovo CCNL Vigilanza Privata: il 10 settembre riparte la trattativa

Il 10 settembre pv riparte il confronto sul rinnovo del CCNL Vigilanza Privata. In attesa di novità sui punti più critici per la tenuta della trattativa (mercato del lavoro, inquadramento unico, cambio di appalto e ovviamente salario), riepiloghiamo gli ultimi temi sui quali si è ravvisata una sostanziale convergenza: salute e sicurezza sul lavoro, previdenza e assistenza integrativa, permessi e congedi.

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Abusivismo, CCNL, riforme: alla vigilanza privata servono controlli, non leggi

Ancora una volta si accendono i riflettori sulla vigilanza privata per un fatto di sangue. E mentre il giusto rispetto cala sulle persone colpite dalla tragedia ad Ardea, a noi spetta chiederci se si poteva evitare. Del resto, siamo tutti maestri nell’esercizio dell’”avremmo potuto fare”. E spesso (dalla cronaca alla politica, ai settori economici) la risposta è “serve una legge” (oppure “è sbagliato il sistema” – che è uguale perché per cambiare un sistema in uno stato di diritto occorre cambiare le leggi). Peccato che, aumentando le leggi, aumentino solo gli oneri per le imprese e quindi per i lavoratori. Ma soprattutto si rendono nei fatti inapplicabili le leggi stesse, per la consueta mancanza di controlli. In questo paese è assodato che le criticità non si risolvono creando nuove norme o inasprendo le pene, ma rendendo efficiente il meccanismo di controllo.

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Vigilanza Privata, servizi di sicurezza, buttafuori e steward: nuovo CCNL allo studio

Si chiamerà “CCNL per Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza” e comprenderà le attività di Vigilanza Privata operate da Guardie Particolari Giurate decretate, i servizi di sicurezza che non richiedono il decreto di GPG (cd. servizi fiduciari o portierato), ma anche i servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo (gli ex “buttafuori” disciplinati dal DM 6/10/2009) e le attività di stewarding negli impianti sportivi. Questo l’accordo raggiunto lo scorso 1 Luglio tra Sindacati dei Lavoratori e Associazioni di categoria del comparto sicurezza privata.

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Il turno di guardia: un omaggio alle guardie giurate

Dopo Mattarella, anche Draghi manifesta alle guardie particolari giurate il suo “più sincero apprezzamento per il prezioso lavoro di vigilanza, anche in piena pandemia, mettendo al centro di ogni attività la sicurezza e l’assistenza al cittadino”. Parliamo di lavoratori che, con uno stipendio da fame e un CCNL scaduto da 65 mesi, rischiano ogni giorno la vita. Per questo Mariano Bizzarri Ollandini, presidente dell’Istituto di Vigilanza Privata Corpo Guardie di Città e membro della giunta nazionale di Assicurezza Confesercenti, insieme allo scrittore fiorentino Andrea Ambrosino, hanno omaggiato il lavoro delle Guardie Giurate con il libro Il turno di guardia (Ed. Pacini).

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Tante magagne, ma la vigilanza privata è appetibile per il Recovery Fund (sic)

3.436.779.480 euro: questo il fatturato delle imprese di vigilanza privata e sicurezza certificate secondo l’ultimo “Osservatorio Federsicurezza” elaborato da Format Research. Un tesoretto dominato dalle medie e grandi imprese, che insieme producono oltre il 90% del volume di affari. Ma guardando ai costi di produzione, il margine si riduce al 2,3%: non è quindi un caso che il 16% delle imprese lavori in perdita e solo un terzo delle imprese arrivi a marginare il 4%. In questo scenario, il Covid ha agito da moltiplicatore di criticità: oltre il 60% delle imprese ha rilevato un peggioramento e il 31,3% teme di dover chiudere i battenti. Oltre al peggioramento della liquidità e all’assenza di ristori, il 49% delle imprese è dovuto ricorrere alla CIG. Nonostante tutto, oltre il 47% delle imprese ha effettuato investimenti nell’ultimo biennio o pensa di effettuarli nei prossimi due anni. La propensione all’investimento tecnologico e alla digitalizzazione, unitamente alla caratteristica labour intensive del settore, lo perimetrano come “resiliente”, al punto da rientrare – chi mai l’avrebbe detto? – nei parametri di appetibilità secondo le linee guida del Recovery Fund. Ma non ci lamenta sempre dell‘impossibilità di fare margine e addirittura di lavorare nello stesso perimetro della legalità, tanto che si stagliano sempre più voci nostalgiche delle tariffe di congruità? Che lettura dare di dati così apparentemente contraddittori?

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