Tesserino di riconoscimento degli investigatori privati: a chi e come viene rilasciato?

Come era prevedibile, la novità – seppur fortemente voluta e richiesta da anni – del tesserino di riconoscimento agli investigatori privati ha generato diverse difficoltà sul piano pratico delle modalità di rilascio e della stessa platea di aventi diritto. Il Ministero ha quindi condensato i principali chiarimenti sui soggetti che possono conseguire il tesserino e sulle modlaità operative nella circolare 23 novembre 2022, che di seguito riportiamo in sintesi. Per la lettura completiamo, rimandiamo all’allegato.

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Investigatori privati: il tesserino di riconoscimento è realtà

Sono passati la bellezza di 12 anni dall’introduzione dell’art. 254 TULPS (classe 2010), che parlava per la prima volta della necessità di disporre di un tesserino di riconoscimento per l‘investigatore privato. Al netto del dibattito sull’utilità o meno di questo strumento – che in ogni caso consente all’investigatore alcune attività d’indagine, ad esempio presso le banche dati della PA, precluse al cittadino comune – non possiamo non riflettere sui tempi di risposta del legislatore, lontani anni luce dai ritmi del mercato, dell’impresa e di un mondo che, dal Covid in poi, è cambiato per sempre.

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Arriva il tesserino di riconoscimento degli investigatori privati. Non pervenuto quello delle guardie giurate

tesserino-badge-guardie-giurate-gpg-vigilanza-privataDopo mille peripezie, è finalmente in arrivo il famoso tesserino di riconoscimento per gli investigatori privati di cui si parla da almeno 10 anni. E’ stato infatti rilasciato lo “schema di decreto ministeriale di approvazione del modello di tesserino di riconoscimento previsto per i titolari di istituti di investigazione privata e gli investigatori privati dipendenti, ai sensi dell’art. 254, comma 3, del Regolamento d’esecuzione del T.U.L.P.S.”. Domanda: ma dato che c’erano, non potevano pensare anche al tesserino di riconoscimento per le guardie giurate, previsto all’art. 6, comma 2-bis del DM 269/2010? Evidentemente no.

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Ristori bis: sicurezza privata bis-dimenticata dal governo

Amaro il giudizio di Unimpresapol (Federazione Nazionale Investigazioni Private, Vigilanza e Security) sul Decreto Ristori Bis, che ancora una volta ignora le aziende rubricate al codice Ateco 80 (servizi di vigilanza privata e di investigazioni privata). Si era sperato in una svista del Decreto Ristori, partorito in fretta e in furia, ma con l’edizione Bis si ha avuto la conferma di quanto il settore venga sistematicamente ignorato dal Governo. In particolare soffre il mondo dell’investigazione (peraltro già dimenticato nella fase più acuta del primo lockdown e poi rientrato in corner) e chi opera nei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento (che non dispongono nemmeno di un codice ateco ad hoc). Sebbene siate state prese misure significative per i principali committenti della sicurezza privata (eventi e fiere, cinema, teatri, stadi, impianti sportivi, discoteche ecc), ai quali il governo ha riconosciuto col Ristori Bis fino al 400% in contributi, crediti d’imposta e riduzioni tributarie, è stato dedicato invece uno zero tondo alle imprese di sicurezza, le stesse aziende che potrebbero però permettere a queste realtà di riaprire, una volta allentata la morsa del COVID.

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