God save the Queen! La vigilanza privata britannica perde 859 milioni di euro

03 Gen 2010

di Ilaria Garaffoni

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LONDRA (UK) – Secondo l’ultima indagine firmata Plimsoll Industry Analysis, in Gran Bretagna la recessione avrebbe colpito assai duramente il settore della vigilanza privata.
Secondo lo studio, che analizza i 304 maggiori istituti di vigilanza britannici, il 2009 avrebbe fatto registrare perdite per complessive 761 milioni di sterline, vale a dire 859 milioni di euro, e metà degli istituti presenti sul mercato avrebbe registrato un drastico calo di fatturato rispetto all’anno precedente.

Nel Regno Unito la crisi si è del resto abbattuta con ferocia anche in un comparto da noi ritenuto (più o meno giustamente) più resiliente di altri alla recessione. Stiamo parlando della sicurezza, che in Gran Bretagna ha fatto le peggiori vittime proprio nell’ultimo anello della catena, quello dei servizi di vigilanza privata. La domanda si è fortemente contratta e la concorrenza è diventata spietata: molte imprese si sono quindi trovate nelle condizione di non poter produrre marginalità e i licenziamenti sono stati massivi. A fronte di una maggioranza di istituti in ginocchio (sarebbero 152 le imprese in gravi difficoltà), 68 istituti avrebbero però mantenuto o addirittura accresciuto il fatturato in questa difficile congiuntura, mantenendo i livelli dell’anno precedente senza dover usare la scure sul personale.
Sarebbe interessante sapere come se la cavano le imprese di sicurezza italiane, tuttora strette nella morsa della deregulation tra libero mercato, banditismi vecchi e nuovi e recessione globale.
Perché se Sparta piange, di norma Atene ride poco.

 

 

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