Sarà la storica famiglia Zanè a riprenderne il controllo o saranno i concorrenti di sempre, come Axitea, Sicuritalia e Allsystem, a portare nuovo capitale ad IVRI?
In fondo non si chiede granché: giusto quei 60-70 milioni di euro che permetterebbero di ripagare una parte dei debiti contratti da IVRI con le banche.

Ivri Direzione, infatti, controllata da Capitolotre (al 77% di Banca Leonardo, 21 Investimenti e Prosegur per quote paritetiche e al 23% della famiglia Zanè e del management) risulterebbe, secondo quanto riportato dal Messaggero del 20 gennaio 2013, esposta per circa 110 milioni di euro verso Unicredit e Bpm.

Attualmente, secondo il Sole 24 ore del 4 febbraio 2013, sarebbero in corso le trattative con le banche per la ristrutturazione del debito dell’azienda. Questa la strategia: lanciare un piccolo aumento di capitale, sostenuto dai soci e in parte dalle banche, e in seguito cercare un nuovo azionista.

Se infatti le banche accettassero di dimezzare il loro credito a 55-60 milioni, i tre soci di maggioranza, secondo il Messaggero, potrebbero essere disposti ad aumentare il capitale di 15-20 milioni, ma per IVRI sarebbe comunque essenziale cercare un nuovo socio per rimettersi davvero in carreggiata.
E si torna alla domanda iniziale: chi sarà?

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