Un nuovo CCNL e nuove regole per rilanciare la competitività della vigilanza privata

Perchè il ministero del Lavoro emana delle tabelle sul costo orario se poi l’Interno non le difende?
Perchè si deve usare il tirassegno se esistono i poligoni mobili?
Perchè si gestiscono le risorse per “premi di produzione” se nella vigilanza privata la produttività non è quantificabile?
Perchè la formazione al tiro non dev’essere finanziabile coi fondi?
Perchè la carenza di malattia (intesa come malattie frequenti) in altri contratti non è riconosciuta, mentre da noi è un totem?
Perchè sono stati inseriti i portierati in un contratto della vigilanza senza aver prima definito chi fa cosa?
Perché nella contrattazione di II livello si usa l’integrativo provinciale, se i 2/3 delle aziende operano in territori più ampi?

Su questo ed altro Federsicurezza vorrebbe ragionare con tutti gli interlocutori del comparto. E il 3 Novembre scorso hanno risposto davvero tutti: dai sindacati alle altre rappresentanze datoriali di vigilanza, sicurezza disarmata e investigazioni.

Federsicurezza non parla di azzerare il vecchio CCNL ma di adeguarlo ai tempi. E qualcosa sta forse già cambiando nella bilateralità, dove si comincia a discutere di usare le risorse del FASIV, magari per del welfare aggiuntivo.

Insomma, il tema è caldo e vigilanzaprivataonline.com intende portarlo avanti partendo dal prossimo incontro. Nuovo appuntamento preso Unione Confcommercio Milano il 26 novembre.