Un nuovo CCNL e nuove regole per rilanciare la competitività della vigilanza privata

by | 24 Nov 2015 | Primapagina, Vigilanza in Tv

Perchè il ministero del Lavoro emana delle tabelle sul costo orario se poi l’Interno non le difende?
Perchè si deve usare il tirassegno se esistono i poligoni mobili?
Perchè si gestiscono le risorse per “premi di produzione” se nella vigilanza privata la produttività non è quantificabile?
Perchè la formazione al tiro non dev’essere finanziabile coi fondi?
Perchè la carenza di malattia (intesa come malattie frequenti) in altri contratti non è riconosciuta, mentre da noi è un totem?
Perchè sono stati inseriti i portierati in un contratto della vigilanza senza aver prima definito chi fa cosa?
Perché nella contrattazione di II livello si usa l’integrativo provinciale, se i 2/3 delle aziende operano in territori più ampi?

Su questo ed altro Federsicurezza vorrebbe ragionare con tutti gli interlocutori del comparto. E il 3 Novembre scorso hanno risposto davvero tutti: dai sindacati alle altre rappresentanze datoriali di vigilanza, sicurezza disarmata e investigazioni.

Federsicurezza non parla di azzerare il vecchio CCNL ma di adeguarlo ai tempi. E qualcosa sta forse già cambiando nella bilateralità, dove si comincia a discutere di usare le risorse del FASIV, magari per del welfare aggiuntivo.

Insomma, il tema è caldo e vigilanzaprivataonline.com intende portarlo avanti partendo dal prossimo incontro. Nuovo appuntamento preso Unione Confcommercio Milano il 26 novembre.

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