Servizi antipirateria: proroga al 31 marzo 2022

Nel quadro dei provvedimenti urgenti posti in essere dal Governo per fronteggiare l’emergenza COVID, il dl 105/2021 (in vigore dal 23/07/2021), all’art. 10 finalmente dispone l’attesa proroga che permetterà, fino al 31 marzo 2022, di impiegare le guardie giurate in servizi antipirateria anche senza aver superato i corsi teorici-pratici richiesti dalla norma, purchè abbiano partecipato per almeno sei mesi, come membri delle Forze armate, alle missioni internazionali in incarichi operativi.

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Ancora su armi e guardie giurate

Il contributo di Bastiancontrario sulle armi ha innescato un generoso dibattito sui social e diverse lettere al Direttore. Quella di Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza, pone l’accento su tre temi – sgradevoli, se vogliamo, ma innegabilmente concreti – che si legano al porto d’armi delle guardie giurate: 1) il consueto disinteresse dell’istituzione (che non fa nemmeno più notizia) 2) la formazione dei lavoratori (che langue presso il Ministero, ma potrebbe arginare almeno i casi più eclatanti di uso improprio dell’arma) 3) i costi legati al ripristino delle armerie negli istituti di Vigilanza (che difficilmente si potrebbero far digerire alle imprese). Tre temi scomodi sul piatto, sui quali chi non può fare, discute …e chi potrebbe fare, tace.

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Fasiv: proroga assistenza sanitaria Covid per la vigilanza privata

Il Fasiv (fondo di assistenza sanitaria integrativa del settore della vigilanza privata e servizi fiduciari, previsto dal CCNL 2004-2008, istituito nel 2008), proroga le prestazioni COVID-19 per le aziende e per i lavoratori iscritti al 30/09/2021. Sarà pertanto mantenuta la copertura assicurativa dei lavoratori iscritti dipendenti da aziende che hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali secondo le conidizoni previste.

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Abusivismo, CCNL, riforme: alla vigilanza privata servono controlli, non leggi

Ancora una volta si accendono i riflettori sulla vigilanza privata per un fatto di sangue. E mentre il giusto rispetto cala sulle persone colpite dalla tragedia ad Ardea, a noi spetta chiederci se si poteva evitare. Del resto, siamo tutti maestri nell’esercizio dell’”avremmo potuto fare”. E spesso (dalla cronaca alla politica, ai settori economici) la risposta è “serve una legge” (oppure “è sbagliato il sistema” – che è uguale perché per cambiare un sistema in uno stato di diritto occorre cambiare le leggi). Peccato che, aumentando le leggi, aumentino solo gli oneri per le imprese e quindi per i lavoratori. Ma soprattutto si rendono nei fatti inapplicabili le leggi stesse, per la consueta mancanza di controlli. In questo paese è assodato che le criticità non si risolvono creando nuove norme o inasprendo le pene, ma rendendo efficiente il meccanismo di controllo.

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Non è l’arma che fa la guardia giurata

sparo-pistolaL’articolo di Bastiancontrario sull’uso delle armi da parte delle guardie giurate e sulla possibilità di riaprire delle armerie presso gli Istituti di Vigilanza Privata ha sollevato un gran polverone, soprattutto sui social. Il tema è senza dubbio divisivo, oltre che complesso, quindi crediamo che l’unico modo per affrontarlo accantonando l’emotività sia ancorarci alla norma e cercare di illustrarl al meglioa. Rimandando a Facebook e Linkedin per le altre osservazioni, pubblichiamo qui una lettera al Direttore che – al netto dei toni coloriti, che comunque accettiamo – pone sul piatto un tema interessante sul porto d’armi per affrontare l’argomento in modo più circostanziato. Di seguito la lettera e la risposta di Bastiancontrario.

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