Replica del SAVIP sulle vicende CLSTV

A richiesta del Sig. Vincenzo del Vicario e per l’integrazione dei dati pubblicati su questo Organo d’informazione, relativi alle vicende che lo riguardano, a tutela della sua onorabilità e della credibilità del SAVIP (Sindacato Autonomo Vigilanza Privata), si pubblica quanto l’interessato ha fatto conoscere alla Redazione con lettera del 30 marzo 2021 circa il lungo contenzioso con Di Angelo Roberto e le sue Società di vigilanza privata:

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Tante magagne, ma la vigilanza privata è appetibile per il Recovery Fund (sic)

3.436.779.480 euro: questo il fatturato delle imprese di vigilanza privata e sicurezza certificate secondo l’ultimo “Osservatorio Federsicurezza” elaborato da Format Research. Un tesoretto dominato dalle medie e grandi imprese, che insieme producono oltre il 90% del volume di affari. Ma guardando ai costi di produzione, il margine si riduce al 2,3%: non è quindi un caso che il 16% delle imprese lavori in perdita e solo un terzo delle imprese arrivi a marginare il 4%. In questo scenario, il Covid ha agito da moltiplicatore di criticità: oltre il 60% delle imprese ha rilevato un peggioramento e il 31,3% teme di dover chiudere i battenti. Oltre al peggioramento della liquidità e all’assenza di ristori, il 49% delle imprese è dovuto ricorrere alla CIG. Nonostante tutto, oltre il 47% delle imprese ha effettuato investimenti nell’ultimo biennio o pensa di effettuarli nei prossimi due anni. La propensione all’investimento tecnologico e alla digitalizzazione, unitamente alla caratteristica labour intensive del settore, lo perimetrano come “resiliente”, al punto da rientrare – chi mai l’avrebbe detto? – nei parametri di appetibilità secondo le linee guida del Recovery Fund. Ma non ci lamenta sempre dell‘impossibilità di fare margine e addirittura di lavorare nello stesso perimetro della legalità, tanto che si stagliano sempre più voci nostalgiche delle tariffe di congruità? Che lettura dare di dati così apparentemente contraddittori?

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Sicuritalia certifica IMQ l’intera rete tecnica

Entro il 2021, la rete tecnica interna e il network di Punti Assistenza Tecnica della divisione Engineering Security Systems di Sicuritalia, leader nel settore sicurezza e vigilanza privata con oltre 650 milioni di euro di ricavi e 15.000 dipendenti, sarà costituita esclusivamente da personale certificato IMQ-AIRVIDEO. L’obiettivo è raggiungere i massimi standard della norma europea UNI CEI EN 16763 (che identifica i requisiti minimi per la fornitura di servizi in termini di competenze, conoscenze e abilità delle figure professionali relative alla progettazione, pianificazione, installazione, collaudo, verifica, gestione e manutenzione dei sistemi antincendio e/o sistemi di sicurezza). La certificazione IMQ-AIRVIDEO non è un requisito obbligatorio: testimonia quindi la volontà di creare concreto valore nel mercato e garanzie di servizi erogato solo da operatori affidabili.

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